L'ultimo libro letto

Ieri ho passato il pomeriggio in lettura e ho terminato questo romanzo.

Romanzo carino, più per la storia della libreria e per la descrizione del contesto. Racconta un po’ di storie del periodo tra il 1944 e il 1945, descrive la vita e l’atteggiamento verso le donne, un inizio della loro emancipazione.
Scritto bene ma con alcuni difetti, specie nella narrazione di alcuni fatti, troppo frettolosa. I personaggi sono ispirati a persone realmente esistite e che sono state in parte recuperate sa interviste.
Ne risulta un racconto gradevole, per molti tratti tra il romance e lo storico, comunque non male.

Ho terminato L’ingenuo, di Voltaire (1767).

Vedo che viene definito un romanzo filosofico, ma non direi un romanzo, piuttosto è un racconto, al limite un racconto lungo. Filosofico è una categorizzazione spicciola, c’è sì una parte filosofica, in cui l’Ingenuo protagonista espone, di fatto, i vari pensieri di Voltaire, ma c’è anche molto altro.
In breve, la storia è quella di un Urone del nord America che finisce in Francia, dove scoprono che altri non è che il figlio di una coppia francese emigrata a suo tempo e parente pure di chi ora lo accoglie. L’Urone è una sorta di uomo perfetto, bello, fisicamente prestante, giovane, onesto, corretto, e molto molto schietto, dato che dice sempre ed esattamente ciò che pensa (da cui il soprannome, poi diventato nome).
Aiuta a sconfiggere gli Inglesi, salvando la costa francese e i suoi abitanti, si reca poi dalla provincia a Parigi, ma finirà alla Bastiglia, per un’accusa (falsa) di gente invidiosa che aveva conosciuto. Come fa intendere Voltaire, tanto bastava per sbatterti in prigione e buttare la chiave, l’Autore non le manda a dire, ai francesi (al tempo lui era in un esilio forzato).
In galera, un po’ come nel futuro Conte di Montecristo, conosce un vecchio saggio e le sue conoscenze si espandono incredibilmente: tutto impara, tutto divora, e tutto elabora, tanto da superare in breve il suo maestro.
Sarà poi la ragazza che si era innamorata di lui a cercarlo e trovare chi potrebbe liberarlo, un nobile politico, molto in alto nelle gerarchie. Costui, nobile anche d’animo, galante, aristocratico, acconsente alla liberazione in cambio di una trombata con la giovinetta.
Eh sì, questo racconto è permeato di ironia, la migliore ironia di Voltaire, che lo scrisse a oltre 70 anni ma qua sfoggia il suo meglio, un’arguzia intelligente, sorniona, satirica, modernissima, che se sto racconto non avesse un finale un po’ tirato in fretta e un intento troppo didattico, poteva essere definito un capolavoro.
La povera giovane, dopo molti tentennamenti, e convinta dalle amiche (“Come pensi che gli uomini facciano carriera in Francia? Grazie alla mogli disponibili!”), alla fine cede, per il bene supremo del suo amato.
Il finale poi sarà anche tragico, in maniera magari pure un po’ inaspettata.

Insomma un’opera che raccoglie in sintesi un po’ tutto il pensiero di Voltaire, che la pubblicò anonima, sempre per il noioso problema che la Chiesa (sedicente cristiana, pure) ti mandava alla tortura, ma con quest’opera dileggiava pure le istituzioni francesi.

Non leggo altro di Voltaire, che morrà nel 1778, dopo essere tornato nello stesso anno a Parigi (e dopo decenni all’estero), tra il trionfo borghese e l’odio clericale (e pure reale, pare). Più tardi, durante la Rivoluzione, verrà fatto un nuovo funerale a Voltaire, una cosa di dimensioni faraoniche; la salma verrà portata al Pantheon di Parigi, accanto a quel Rousseau col quale si era scontrato un sacco di volte, in vita.

2 Mi Piace

Tobanis hai tutta la mia ammirazione per tutti i classici che leggi

1 Mi Piace

Io ho invece finito il Popol Vuh, una raccolta di storie sacre e mitologia e storie di popoli e regnanti per gli antichi abitanti del Guatemala, i Quichè. Sono le ultime testimonianze nella lingua antica (e ci sono fior di note di traduzione) prima della cancellazione da parte dei conquistadores.

Come molte.mitologie ha un modo di narrare ripetitivo o allegorico, ed è sempre interessante. Un altro piccolo gioiello trovato nel negozio dell’usato!

Ora inizio “Ore d’Ozio”

3 Mi Piace

:thinking:

1 Mi Piace

Non è proprio un libro, ma …

2 Mi Piace

Gran bello, complimenti.
Mi spiace aver abbandonato quel bell’hobby.

1 Mi Piace

Build Your House Around My Body (Costruisci la tua casa intorno al mio corpo, NN Editore) di Violet Kupersmith
Romanzo molto particolare, un mix tra storia e cultura del Vietnam, folklore, fantasy, horror, il classico libro di genere che piace alla critica letteraria.
Personalmente l’ho trovato ottimo, scritto molto bene, piacevole e quasi sempre coinvolgente, riesce a integrare molti generi senza degenerare in eccessi.
La cosa che mi ha colpito maggiormente è il fatto che, nonostante non sia il mio tipo di libro, lo abbia sempre letto con molto piacere.
La storia è complessa, con salti temporali, un buon numero di personaggi le cui storia finiscono per intrecciarsi, riferimenti storici e culturali; soffermarsi sulla trama è difficile.
Come racconta la quarta ci sono due donne che scompaiono a distanza di vent’anni, ma la storia è molto più corale e ricca, le vicende si sviluppano con il progredire del racconto e prendono una forma completa solo verso la fine, un romanzo che puoi solo leggere per intero per capire di cosa parla.

1 Mi Piace

Finito Weyward, per nulla originale, ma scritto bene molto scorrevole.
I fatti paranormali potrebbero passare per autosuggestione o cose simili. Un po’ al limite.
Tre linee temporali con tre protagoniste imparentate tra loro.
Patriarcato inglese come solito.

Dopo aver finito Ore D’Ozio, di Kenko, ossia uno Zibaldone di un autore d’epoca Meiji (19esimo secolo) con motti, riflessioni, pettegolezzi di corte, frammenti poetici e ricordi di letteratura del passato (di cui ho trovato anche una stupenda edizione della Es a due talleri dico 2, che la lasciavo lì?) ho finito le ottocento e passa pagine del mammuth Newton Compton “storie dell’orrore”, con storie dal '700 fino ai primi ‘900 (con qualche tocco anni 90 nostrano, quest’ ultimo carino ma non imperdibile) è un compendio di come si siano evolute le storie, gli argomenti, le tecniche in un caleidoscopio a tratti effettivamente angosciante. Una pietra miliare cmq. Conclude il famoso saggio di Lovecraft sulla letteratura del sovrannaturale, ossia un excursus di autori con brevi sinossi e commenti. Svariate di quelle storie sono state poi pubblicate in volumi dedicati.

Sto leggendo una rivista di saggi LMDP (le meraviglie del possibile) perché c’erano le illustrazioni di Nick Blinko, ma onestamente gli scritti sono molto superficiali e ci sto impiegando tempo perché devo commentarli e confutarli (a mente, non annoierò nessuno e non ho tempo di scrivere). Bah, se questa è l’accademia…

Dopo inizierò Jerusalem di Alan Moore. In originale.
Auguratemi buona fortuna…

1 Mi Piace

Good Luck Fede :wink:

1 Mi Piace

Grazie iniziato da poco ma è abbastanza complesso. La vedo molto lunga…

Poi ho finito il numero della rivista LMDP edito dalla Luiss, l’università privata, e dedicato alla “guarigione”, come tema, spesso riferito alla salute mentale (da cui l’articolo su Nick Blinko, che però è molto povero di dettagli; belle assai le immagini scelte).

La rivista di studi e approfondimenti è una porcata vergognosa, con articoli viziati (se non dedita alla pura e semplice illazione - vedasi quando un autore scrive: “io non dico che tal dei tali ha preso soldi dalle case farmaceutiche”, di fatto dicendolo) pieni di buchi logici, una scrittura che mostra la fin troppo giovane età e scarsa esperienza (la parola “narrazione” è un tarlo odioso), mancanza di prove, dati statistici, affermazioni senza fonte, nonché una sorta di ignoranza di fondo imbarazzante. Esempio non puoi portare ad esempio la psichiatria statunitense per quello che riguarda l’atteggiamento Europeo (molto molto diverso), non puoi parlare del tema in Italia senza citare Bragaglia o Cassano. E non che io ne sia un esperto eh, ma certe cose le so, e se non le trovo penso che sia un buco enorme.

Leggerlo è faticoso per via di tutti gli inciampi e tutte le obiezioni che avevo ad ogni frase. Manca fortemente una revisione, anche se poi gli spunti interessanti c’erano. Ne è valsa la.pena? Per gli argomenti, sì per un 20-25%, per evitare come la peste la Luiss, LMDP e simili, certamente.
Siamo poco più del pettegolezzo intellettualoide della sinistra da salotto (e non che io sia di destra, tutt’altro) che si ammanta con una patina pseudo scientifica ma non regge ad una lettura minimamente critica.

Orrendo.

1 Mi Piace

Ho terminato Gente di Dublino (o Dubliners, che dir si voglia), di James Joyce (1914, ma in Italia 1933).

Il libro è parecchio famoso, è una serie di racconti, alcuni molto brevi, dedicati ognuno a un/alcuni abitanti, o anche a famiglie intere, o anche in definitiva senza protagonisti particolari, o senza che succeda sto granchè. Sono degli spaccati di vita vera, insomma, e scritti molto molto bene, col culmine nel famoso ultimo racconto lungo (I morti), dove si raggiunge un’evidente vetta letteraria, come capacità tecnica e come talento puro.
Come consolazione di tutti i mediocri come me, Joyce aveva scritto l’opera da ragazzo (23 aani) ma dovette aspettare di averne 32, per vederlo pubblicare, dopo infiniti rifiuti da editori vari, tutta gente che, per la gran parte, avrebbe dovuto fare altro, perchè bisogna essere ciechi e sordi per non vedere la bontà del libro.
E’ tutto troppo famoso perchè io aggiunga qualcosa, ma una domanda senza risposta la pongo: ma perchè Joyce rappresenta la feccia dell’umanità?
Spiace dirlo, ma la STRAgrande maggioranza dei personaggi sono brutte persone, quando non schifose. Perchè vuole dare di Dublino, casa sua, un’immagine così distorta e cattiva?
Purtroppo per ora non ho trovato un testo o una critica che me lo spieghi, magari c’è, non è che sono impazzito per trovarla, però che strano…lui è in piena comfort zone, parla di ciò che conosce…e ne parla malissimo.
Poi l’ultimo racconto è in contrasto, tanta era la miseria prima quanto ora lo sfoggio di ricchezze, ma la mia domanda rimane sospesa…perchè tanto odio, perchè tanto schifo? O era tutta Dublino così? Mi pare impossibile.
Si parte dai primi due racconti dove aleggia una certa aria, mai esplicita, neanche implicita, di pedofilia, che è lasciata indovinare al lettore, che magari pure sbaglia, però per certo il vecchio incontrato dai ragazzini in Un incontro, a posto non era.
Arabia, uno dei migliori, ha per protagonista un ragazzo ai primi esperimenti sugli innamoramenti, contornato da adulti non edificanti; con Eveline la protagonista potrebbe scappare da sto schifetto di vita dublinese, ma pure lei è sconfitta e ricade nella routine (notevole anche questo)… E così via, con alcolizzati, con gente che butta i pochi soldi nei giochi d’azzardo, approfittatori, truffatori, sfigati, gente succube della moglie (o del marito), altri che buttano via il magro salario e tornano a casa ubriachi a pestare la famiglia, insomma spesso delle vere merde, altri che hanno l’occasione di dare una luce alla propria esistenza, e la buttano via…alcool, poi, a fiumi in tutto il libro.

Vabbè. LIbro a cui do un 7/8.

Ho terminato con molta fatica “la lista nera” di Herald Gilbers.
Romanzo ambientato nei primi mesi dopo la fine della guerra, dove un misterioso serial killer semina morti tra gli abitanti di un paesino.
Racconto senza molto mordente, senza ritmo. Interessante perché racconta i primi mesi del dopoguerra per i berlinesi.
Niente di che, darei un 6-.

Ho deciso di abbandonare “Orgoglio e pregiudizio e zombie” di Seth Grahame-Smith. Per chi non lo conoscesse è una versione del romanzo di Jane Austen ma ambientato in una Inghilterra devastata dal flagello zombie.
Un buon inizio scoppiettante, che mi ha strappato qualche risata. Per il resto, a parte l’impietoso confronto con lo stile impeccabile dell’originale di Austen, non ho trovato ulteriori nuove idee rispetto all’intuizione iniziale. Dopo aver letto più volte l’originale, ho trovato questa versione, il giochino di riferimenti e la loro rielaborazione ucronica un po’ scontati e ripetitivi. Rimarrò col dubbio che il romanzo finisca poi col riscattarsi con un clamoroso colpo di scena che non leggerò. Rivendico il diritto del lettore di abbandonare un libro che ormai richiede uno sforzo immeritato per leggerlo.

3 Mi Piace

Diritto sacrosanto. La vita è troppo breve per perdere tempo con libri che non piacciono.
Se qualche autore si sente offeso, impari a scrivere meglio. :smiley:

concordo

Il film merita, mi ha divertito.

Ho finito “Un posto tranquillo” Seichō Matsumoto, romanzo scelto praticamente a caso dalle offerte di Amazon. Mi aveva incuriosito la sinossi e il fatto che l’autore e l’ambientazione fossero giapponesi.
La storia di un uomo, funzionario pubblico, che indaga sulla morte improvvisa della moglie. Non chiaramente un omicidio, ma qualcosa che non torna.
Romanzo scritto in modo semplice e pulito, lineare, scorrevole. Direi non una virgola fuori posto. Oserei dire, quais feng shui.
Mi è piaciuto, nella sua semplicità è volato senza alcuna difficoltà.

2 Mi Piace

Ho iniziato:
Nelle tempeste d’acciaio - Ernst Jünger

1 Mi Piace