Notare come ChatGPT ci abbia messo due ore per rispondere. Credo si sia addormentato.
Chat GPT non si è neanche accorta che la recensione è di una 30ina di righe, il resto è testo del libro citato. 30 righe per 650 pagine, ci sta.
Forte delle osservazioni degli esimi forumisti, sarò più sintetico, conciso, laconico.
Ho appena terminato l’altra lettura che mi ha accompagnato in estate, I tre moschettieri, di Dumas (padre) - 1844. Anche qua, ben oltre le 600 pagine.
Bello.
Sì, ma te passi da un estremo all’altro!
Riprova con 500 battute o 100 parole. Niente citazioni sopra le due righe.
Perdonami ma sono io che ho l’attenzione di un criceto in ritardo per la cena
Bello, dunque. Tranne un momento di stanca, verso metà ( e con 600 pg, ci sta), il libro si legge che è un piacere, ricco di dialoghi splendidi, azione, intrighi, amorini ed amorazzi.
Non l’avevo mai letto. E’ dunque un piacere notare come ogni figura si esalti ed emerga dal testo, come dei veri personaggi (oggi iconici) reali, disegnati a tutto tondo.
Mi ora impossibile confondere, per dire, Athos con Aramis, per non parlare di Porthos e del giovane D’Artagnan (che ha 20 anni, nel libro).
Pure, tutte le altre figure restano bene impresse, anche quelle storiche come il Cardinale Richelieu e il re Luigi XIII.
E, pure, anche tutti gli “attori non protagonisti” sono figure complete, vive, realizzate, uniche…a partire da Milady, ovviamente tanta bella quanto cattiva (era era bellissima, nel testo).
In Italia è divertente il fatto che tali romanzi andassero sdoganati, un po’ come capiterà alla fantascienza, e/o ai fumetti, qualche decennio dopo.
In tempi in cui se non scrivevi in chiave politica, il testo era una cagata (o solo vigliacco), c’erano critici e autori che si divertivano come matti leggendo SF e comics.
Prima magari in segreto…poi alla luce del sole, e il resto si sa.
Ebbene, allo stesso tempo leggere I tre moschettieri, per un letterato, era quasi come leggere un porno…non si fa, e si si fa, non si deve (doveva) sapere.
Ricopio la frase di Benedetto Croce, da Wiki, il quale pure lui cercò di sdoganare I tre moschettieri e certa letteratura…è una frase che rende bene l’idea di come si approcciassero i serissimi critici e scrittori del tempo, che poi nella loro cameretta sicuramente si saranno divertiti come matti.
Da parte mia, non provo il rossore di cui altri sentirebbe inondato il volto nel dire che mi piacciono e giudico condotti con grande brio e spigliatezza i Trois mousquetaires di Alessandro Dumas padre. Ancora molti li leggono e li godono senza nessun’offesa della poesia, ma nascondendo in seno il loro compiacimento come si fa per gli illeciti diletti, ed è bene incoraggiarli a deporre la loro falsa vergogna e il loro congiunto imbarazzo (Benedetto Croce 1866-1952)
Infine, ultimo
Sapete che questa frase deriva da I tre moschettieri, no? No? Dunque, sappiatelo!
Oggi ho imparato qualcosa.
E ora speriamo che il Babbano non interferisca più con le recensioni altrui, specie quelle del Tobanis.
Però forse sbagliata. Al di là del testo da me letto, su WIki si attribuisce invece la frase al libro Paul Clifford, di tale Bulwer-Lytton.
In effetti il libro in questione venne scritto prima, nel 1830.
Il libro in questione è la prima volta che lo sento nominare, sarebbe da chiedere a Schulz da dove la prese…ma l’autore dei Peanuts morì nel 2000.
Schultz pare però non si fosse posto il problema, la usò solo perchè era una frase già molto diffusa.
E dunque? Dunque boh. Ne I tre moschettieri apre uno dei capitoli finali, uno dei più drammatici, se non tragici. Magari molti la notarono là, dato che I tre moschettieri batte Paul Clifford, per notorietà, circa mille miliardi a zero.
L’avevo sentito dire, ma lo tenevo in un qualche cassettino del cervello che hai aperto, grazie.
I 3 moschettieri l’ho letto sicuramente da ragazzo anche se non ricordo bene il libro (l’oggetto fisico intendo) e questo mi fa paura. Forse era in prestito? chissà.
Comunque è vero, mi piacque moltissimo.
D’altra parte ho letto di recente “il conte di montecristo” e se anche ha meno verve, è un gran bel libro anche questo.
A tal proposito, invece, sto leggendo un libro scovato da mia moglie in libreria da spiaggia, e premesso che come libreria tanta roba (ho fatto due chiacchiere con la proprietaria, una di quelle che sanno cosa ti vendono, e le ho fatto i complimenti per l’angolo storico, centrato al 99% sulla seconda guerra mondiale di cui probabilmente avendo tempo avrei letto tutto)… cosa dicevo? beh, sto libro, intitolato… boh, non ricordo, che tratta di una biblioteca organizzata da una signora nella subway di londra durante la terribile battaglia per l’inghilterra del 44, quando le V2 martellavano impietose. Beh, mi ha molto incuriosito il diverbio tra la protagonista e il suo capo, il quale snobbava i romanzi popolari e pretendeva di permettere e proibire le letture a operai e donne. “vuole arrivare a bruciarli, l’ha già fatto Hitler, lo sa vero?” sbotta ad un certo punto la nostra.
Ah il titolo del libro è “Sotto le strade di Londra” di Kate Thompson.
Mi sembra la discussione sul Tiramisù. C’è un docente di storia del cibo che fa risalire la sua nascita agli anni 80, ma mi sembra strano.
Finito anche Il Velo della Regina Mab dib Ruben Dario, autore di fine '800, Messicano Nicaraguese.
Sono storie di fantastico d’epoca, brevissime, piene di riferimenti a leggende per lo più europee se non addirittura classiche. Scrittura leziosa, vicino al decadentismo con esotismi ma anche a novità per l’epoca. Storie strane ed affascinanti, di un autore che non conoscevo.
Ho iniziato anche il Popolo Vuh, la bibbia dei Maya e Quechua. Le note aiutano ad affrontare il testo a livello storico/antropologico
E della band omonima niente? ![]()
Bravissimi (adoro il krautrock in generale) ma poche ristampe in CD a prezzo accessibile…
Io ce li ho in vinile, ma finisco per ascoltarli su YouTube. ![]()
Io mi son dato a ** I Giardini della luna** di Erickson.
Peggio di Tolkien a numero di personaggi.
Anche tu?!? Sei il terzo nel giro di pochissimo!
Ho letto
Napoleon di Thierry Lentz, presidente della Fondation Napolèon di Parigi.
Che dire… leggerissimamente di parte. Lettura con qualche curiosità poco nota, ma nulla di interessante.
L’ avrò inconsciamente scelto per quello ![]()
Finito dopo un po’ di anni (ho visto che l’avevo iniziato nel 2020
) Fire From Heaven (Fuoco dal cielo) di Mary Renault.
Romanzo storico che racconta i primi 20 anni di vita di Alessandro Magno, personaggio storico che mi ha sempre affascinato moltissimo, ma su cui ho sempre trovato libri decisamente noiosi ![]()
Come si può intuire il romanzo non mi ha preso moltissimo, soprattutto nella prima metà. La parte finale invece l’ho letta in pochi giorni.
Inizio a credere che il mio problema con i romanzi su Alessandro sia la descrizione della sua giovinezza, ricca di storie relative alla corte, gli intrighi politici, molti episodi che mi sembrano più pettegolezzi che altro …
Il romanzo è il primo di una trilogia, se capiterà l’occasione proverò a leggere anche il secondo, anche per capire se il problema era lo stile della Renault.
