L'ultimo film che hai visto

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Josée, la Tigre e i Pesci (2020)

Appassionato di immersioni e di biologia marina, lo studente universitario Tsuneo Suzukawa fa del suo meglio per destreggiarsi tra diversi lavori part-time, per guadagnare abbastanza soldi e poter studiare all’estero. Una notte salva una ragazza paraplegica da un incidente. La ragazza, Kumiko, ama leggere e dipingere, e preferisce essere chiamata “Josée”, come la protagonista di un romanzo di Françoise Sagan. Nonostante sia infastidito dal suo atteggiamento autoritario e scontroso, Tsuneo viene convinto dalla nonna di Josée ad accettare il lavoro di suo assistente personale. Il ragazzo coglie l’opportunità di risparmiare più soldi per sostenere il suo sogno accademico.
Dopo aver sopportato il comportamento di Josée per un po’ di tempo, Tsuneo cerca di licenziarsi, ma alla fine diventa suo complice nelle sortite al mare e altrove, malviste dalla nonna della ragazza, che teme la “tigre” del mondo esterno. Alcuni eventi drammatici metteranno presto alla prova le aspirazioni dei due ragazzi.

Non so, è un film che mi ha lasciato perplesso. A mio avviso può sia piacere che dare sui nervi, e in entrambi i casi a ragion veduta. Ho letto varie recensioni positive, ma anche commenti di segno opposto, ad esempio su Imdb, dove ha comunque un 7,6 (che a me sembra eccessivo).

Ma un bel film di robottoni, no? Ultimamente mi sembrano che escano molte storie di vita normale, i cosiddetti slice of Life. O sbaglio? Ho anche smesso di frequentare il forum di fumetti , non sto proprio più dietro a nulla .

Sì, infatti di serie - più che film - del genere ne ho viste diverse, solo che non sto a fare recensioni su tutto. :grin:

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In questi giorni ho guardato un po’ delle cose che spariranno da PrimeVideo a fine anno.

Vitus (2004)
Commedia svizzera su un bambino prodigio, leggero e divertente, classico film adatto un po’ a tutti che consente di passare una serata rilassante.

Il grande paese (1958)
Western per certi versi atipico (anche se non sono un esperto), con Gregory Peck, Jean Simmons, Carroll Baker e Charlton Heston.
Un comandante di marina di Baltimora si innamora della figlia di un ranchero e si trasferisce nel New Mexico per sposarsi e costruire una vita con lei.
Il film si svilupperà principalmente sullo scontro tra i due mondi e modi di vivere, rimanendo comunque una classica storia western.
Nonostante le quasi 3 ore di durata il film scorre senza problemi, inoltre rispetto ad altri film “vecchi” questo mi è parso risentire decisamente meno dell’età, risultando decisamente godibile e coinvolgente.
Su IMDB ha un voto 7,9, i rating di RT sono 100% e 91%. Personalmente trovo che un 8 pieno ci sta.

Little sister (2015)

Finalmente visto!

Film più vecchio, tra quelli che degli anni Duemila che ho in lista, nonché ultimo della stagione ’15-’16 che mi rimaneva. Del regista giapponese Kore’eda direi a questo punto che mi sono piaciuti tutti i suoi film che ho visto (questo compreso) ma ritengo ancora che il suo Father and son sia però due spanne sopra agli altri. Qua abbiamo molta sorellanza o donnanza, gli uomini restano poco e per nulla pervenuti. La storia non ha antagonista, ma è solo un fluire di tempo e di blandi avvenimenti: ci sono queste tre sorelle tra i 20 e i 30 anni che vivono da sole e indipendenti, la prima molto molto bella, che fa un po’ da chioccia, la seconda molto bella un po’ allegrotta e la terza un tipo sorridente. La loro madre le ha abbandonate e vive altrove, il loro padre è appena morto, si era rifatto una vita altrove e aveva avuto una figlia, una ragazzina, la loro sorellastra (una teenager di rara bellezza), che dal funerale in poi andrà a vivere con loro. Fine, de facto, si seguono le piccole vicende delle quattro ragazze, la storia è un misto triste allegro, quanto basta, la location e le musiche sono belle; il tutto ha certamente un suo perché, dato che sono per un 7 ma anche un 7,5. Il film partecipò a Cannes, in una edizione ricca dove vinse Dheepan, di Audiard, un gran bel film.

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Be’, finalmente l’hai visto. :grin:
Voto condivisibile.
Rimane il mio preferito di Koreeda.

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Godibilissimo.
Eravamo tutti per la stessa teoria del jabba, complice il fatto che gli sceneggiatori hanno sparato false piste e finti indizi in giro.
È un film più che buono, di questi tempi.

Penso siano più facili a livello di sviluppo della storia sul paio di ore, oltre ad avere più mercato.
In ambito SyFy invece stanno andando forte i film legati agli anime come
Chainsaw Man e Demon Slayer
A livello di film Mecha penso che solo l’universo Gundam stia producendo qualcosa, perché è un brand famoso.
Hanno fatto pure questa cosa per Meta Quest

Ieri mi sono visto su PrimeVideo
Dio è donna e si chiama Petrunya (2019)
Film macedone che ha riscosso un buon successo al Festival di Berlino.
Carino, classico film sociale, con protagonista un 32enne intelligente, laureata in storia, bruttina, grassoccia, alla ricarca di un lavoro che viva ancora in casa con i genitori; in particolare una madre ossessiva e vecchio stampo.

Di ritorno dall’ennesimo colloquio di lavoro disastroso, si imbatte in una processione in cui, per tradizione, viene gettata una croce nel fiume e chi la recupera avrà buona sorte per un anno.
D’impulso si getta nel fiume e recupera la croce. Una volta riemersa però viene assalita dalla folla indignata, perché la tradizione religiosa prevede che solo gli uomini possano partecipare al recupero.
Ne nasce così una vicenda che mette in evidenza una società arretrata e maschilista, in cui solo una minoranza ha il coraggio di schierarsi a favore della protagonista.

Il film è piacevole e riesce ad essere originale grazie alla capacità bilanciare bene dramma e commedia, raccontando una vicenda di vita “normale” in un contesto particolare.
Il tutto senza presentare punti morti o cali di qualità.
Consigliato a chi cerca una commedia d’autore.

Mi pare che alla fine la categoria degli “slice of life” negli anime venga considerata in modo piuttosto lasco: non solo quindi vicende di “vita quotidiana” ambientate nella nostra realtà, ma anche fantasy e sci-fi. Ormai è un casino quando faccio ricerche per generi, perché dentro ci trovo di tutto. Capisco che in vari casi sia riduttivo ascrivere a un singolo genere una determinata opera, ma mi sembra spesso che per i siti che li propongono sia un semplice espediente per pubblicizzare più roba, anche se non c’entra niente con quello che si sta cercando.

Dragon trainer (2025)

Ottimo rifacimento con attori veri, dopo 15 anni dall’originale in cartoni animati. Ovviamente la CGI è usata con larghissima abbondanza, pari però all’eccellente risultato visivo. Il film rimane pressoché identico (ripropone anche le musiche originali, tra cui la magnifica Forbidden friendship), il casting è stato azzeccato, utilizzando Gerard Butler e vari giovani di belle speranze, ed è un attimo rituffarsi in quella gran bella storia, ricca di inventiva, umorismo e momenti molto azzeccati. Piaciuto più o meno a tutti, io torno a dare un 8 così come al cartone animato. Primo in Italia, negli incassi settimanali, è andato bene in tutto il mondo, tanto che è già certa l’uscita del sequel, prevista per ora a metà del prossimo anno (inteso come metà 2027).

Milano Calibro 9, con Gastone Moschin
La Pacifista, con Monica Vitti

Non vedevo un film da anni, ora che ci penso, e questo due mi mancavano. Sono ottimi, reggono gli anni e un cinema del genere ora come ora, non li abbiamo più, ahimè.

Emilia Perez (2024)

PICCOLI SPOILER.

Questo film è stato in lizza per l’Oscar, vorrei dire fino all’ultimo ma non è così, perché poi si è capito che era una questione solo tra Anora e The brutalist.

Il film parla di un boss del cartello messicano che, da sempre, in realtà vorrebbe essere una donna. Non è uno spoiler, è il soggetto del film e se ne parlò parecchio, quando il film uscì. Per interpretarlo venne scelta una donna transgender, Karla Sofia Gascon, che è stata prima un attore uomo abbastanza famoso in patria (Spagna) e Messico, e che una decina d’anni fa ha fatto la transizione da uomo a donna. Già questo aveva portato attacchi al film dai cavernicoli, attacchi aumentati quando il film ottenne ben 13 nominations agli Oscar e la Gascon venne candidata all’Oscar per migliore ATTRICE. Tutto ciò ha poi portato all’effetto “Biancaneve” su IMDB: migliaia di trogloditi ha dato il voto di “1” senza avere visto il film (e già dare un voto a un film che non hai visto rivela bei problemi mentali), in modo da abbassare il voto complessivo (IMDB non ha quasi alcun filtro, al riguardo). L’ho chiamato “effetto Biancaneve” perché avvenne anche per tale film del 2025, che ha credo un record di voti “1”, cioè l’85%, dato da tutti quelli che non tollerano una Biancaneve che non sia bianca come loro e bianca come la neve. Qua siamo sul 27% di voti “1”, che non ha alcun senso (non ne aveva neanche per il brutto Biancaneve), dato che questo film è da 7 e, per la prima parte, addirittura da 9 (pareri miei, chiaro).

La cosa divertente e ridicola è che pure la comunità LGBTQ e consonanti varie (trovare un nome più semplice, no, eh), al solito permalosissima, se l’è presa tanto perché….mah, il perché non è chiaro….perchè la protagonista è bugiarda e in definitiva non un personaggio solare e positivo. Ma andare a fare in culo. Pure il Messico si è incazzato, perché nel film, dicono, si dà un’immagine stereotipata del Paese, solita malavita, solita violenza, soliti cartelli, boss, etc…mentre come tutti sanno laggiù cosa è, un Paradiso? Leggo altrove, cercando in rete: “Il Messico è il Paese con più giornalisti scomparsi al mondo”; “In Messico 30.000 omicidi all’anno per violenza criminale”: “Quarto Paese per tasso di criminalità al mondo”….ma andate a fare in culo, permalosi del cazzo, altro che stereotipati. (PS omicidi all’anno in Italia 330 circa, di cui la metà per litigate o futili motivi).

Purtroppo, poi, non aiutò questa situazione già incasinata la scoperta che la stessa Gascon, in passato, aveva fatto delle dichiarazioni quasi farneticanti. Passi per avere definito Islam e Cristianesimo come “fottute religioni di deficienti”, leggo su Wikipedia, e insultare le persone non va bene, ma poi ne aveva avuto un po’ per tutti, pure per i vaccini per il Covid, tanto che lei in seguitò porse le sue scuse e Netflix la tolse dal marketing per il film.

Tornando a noi, il film non è male. E’ pure un musical, in parte, con canzoni cantate dagli attori e gran belle coreografie. Ho trovato grandiosa la prima parte, diciamo finchè lui è “lui”, la seconda mi è parsa minore (forse anche troppo lunga), quasi un volere trovare un seguito (e lei vuole i figli, e lei diventa filantropa, etc…) anche se poi nel finale melò tutto trova un’unione. Il regista è Audiard, che ha già dato delle perle, o dei gran bei film, in passato; questo non è il suo migliore, per me. Bravissima la Saldana, una gran sorpresa la Selena Gomez, un gradino sotto metterei, pardon, la Gascon, che però se la cava bene.

Il film fu quinto in Italia, negli incassi settimanali, non poco, per quello che è un film certamente d’essai. Partecipò a Cannes, dove l’intero cast femminile vinse come “migliore attrice” (e nessuno ruppe troppo i maroni per la presenza di un’attrice trans); il film vinse il Premio della Giuria (che è un po’ un contentino per un film che non arriva tra i primissimi, o se vogliamo una specie di terzo posto); partecipò e vinse poi un po’ dappertutto (anche ai Golden Globe), fino alle tante nominations agli Oscar, come detto, vinse alla fine per la migliore attrice non protagonista (una eccellente Zoe Soldana) e per la migliore canzone (della Selena).

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Io mi fermerei alle prime quattro e aggiungerei un +. :slightly_smiling_face: Poi se qualcuno se la prende fatti suoi.

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Febbre da cavallo (1975)

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The Palace (2023)

Film “black comedy” di Roman Polanski, con un Mikey Rourke irriconoscibile perché al naturale (dice mia moglie).
Come mi aspettavo da Polanski, una commedia cinica e con pochi riguardi.
In realtà anche meno divertente del previsto, qualche risata amara ma niente di più. Raccontata in modo meh, con un finale che lascia un po’ di storie inconcluse (non semplicemente aperte).
Vodo 6.5 direi.
Su Rai Play.

Il Riccio (2015)
Film francese basato sul romanzo L’eleganza del riccio di Muriel Barbery, racconta la storia di Paloma, una ragazzina di 11 anni molto intelligente ed (ovviamente) infelice, che ha deciso di suicidarsi il giorno del suo 12esimo compleanno.
Prima però girerà un documentario sulla vita intorno lei.
Mentre gira questo film fa amicizia con la portinaia del palazzo e con il nuovo inquilino del palazzo, un distinto signore giapponese.
Questi incontri avranno un impatto determinate sul suo futuro.

Il film tratta tutto l’argomento in modo molto delicato sebbene vi sia sempre sullo sfondo il sentore del dramma, direi che si può guardare anche con figli adolescenti o preadolescenti.
Il risultato è una storia che alterna momenti di malinconia ad una comicità delicata, in cui i personaggi del quotidiano vengono “elevati” evidenziando i loro pregi nascosti, quelli che emergono quando si approfondisce una conoscenza.

Il film ha dei voti ottimi su RT (88% critica, 83% pubblico) e IMDB (7.3), io sarei per un 7 o 7,5.
Disponibile su PrimeVideo.

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Mission Impossible - The final reckoning (2025)

Ultimo film, pare, di una saga cominciata addirittura nel 1996, quando Tom Cruise aveva 34 anni, mentre ora continua a fare corse e salti ma ne fa 64. Indegna conclusione, che rafforza l’idea che sia ora di finirla là; questo film è il seguito, dopo qualche anno, di Mission impossible - Dead reckoning e dove quello funzionava, questo funziona poco; dove quello aveva delle pecche, qua sono dei bei problemoni. Quello era molto lungo, questo è troppo lungo, intendendo che è stiracchiato e non raramente annoia (me, almeno). Quello aveva qualche scemenza, questo ne ha molte; quello era a volte ben poco plausibile, qua invece varchiamo il limite e spesso mi sono detto: che cagata. Idee proprio sbagliate. Le belle scene d’azione del precedente qua non ci sono, quelle presenti funzionano poco, compreso il soporifero duellone finale coi biplani.

Male insomma, per quanto un male relativo, qualcosa da salvare c’è sempre, nelle missioni impossibili. Però dai, anche le musiche, anzi, “musiche”, che qua sono un inutile e fastidioso innalzamento del volume per rendere (credevano loro) più drammatica la scena. E invece no, una gran rompitura di maroni. Una colonna sonora che non sorregge nulla, anzi, mina alle fondamenta. Che dire poi degli spiegoni? La trama vuole cercarsi rogne aumentando la complessità, e allora via agli spiegoni, ma più volte, e secondo lo schema che prevede vari attori (una decina) in un luogo o una stanza, e ognuno, in un movimento circolare o alternato, dice la sua parte di discorso, una frasetta messa lì, che poi lo spettatore unisce i puntini e….ah! Adesso ho capito! Cioè no, non ci ho capito una mazza, di sta Entità, ma che mi frega? Sono qua per l’azione, degli spiegoni chissene…o no? Il buon finale non basta, da parte mia, ad arrivare oltre a un 5, e non mi spiego il voto medio di 7,8 dei critici di FilmTv. Però anche il pubblico ha apprezzato, in media, va detto.

Fu “solo” secondo in Italia, negli incassi settimanali, ma questo riflette stavolta un brutto andamento mondiale, con gli incassi (pochini) che non riuscirono a stare dietro alle enormi spese del film e dunque, flop. Flop per quello prima e floppone per questo, che finanziariamente è andato male. E a dirla tutta, ma questa è cattiva, forse gli Under30 odierni non sono molto interessati a un 60enne che fa le acrobazie fingendosi un loro coetaneo. Però che riscoprano i film precedenti, allora, che del buono là ce n’era.

Cosmic Princess Kaguya (2026, Netflix)
Questo nuovo anime è una delle tante rivisitazioni, questa volta in chiave futuristica, della Storia di un tagliatore di bambù (Taketori monogatari).
Il risultato non è granché, mi è sembrato un serie di idee molto comuni del genere, slice of life, Idol, mondi virtuali stile Sword art Online, il tutto messo insieme un po’ così, senza ottenere qualcosa di omogeneo.
Anche la storia classica sembra finire in mezzo a questo marasma un po’ così, giusto per dare se non un senso, almeno uno sviluppo temporale.
In sintesi: un pasticcio molto colorato.

Quello che scrivi conferma l’impressione che avevo avuto leggendone la trama e vedendo alcune immagini.
Conferma anche che il Taketori Monogatari viene ancora sfruttato parecchio. Ha ispirato davvero tante opere: film live action, anime, manga, persino videogame. Io devo ancora recuperare il film anime del 2013, La storia della Principessa Splendente. Magari questo weekend ci provo.

Quello è bello, se non lo confondo con altro è decisamente più vicino all’arte classica giapponese, in pratica è come fossero due generi diversi :slightly_smiling_face:

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