L'Angolo delle Chiacchiere Senza Contesto

Non mi intendo e chiedo…la truffa è nel valore delle bollette, che non scenderebbero di così tanto?

E comunque un correttore di forma (PFC) da 4-5KW mica ci sta in un pacchetto di sigarette.

@Tobanis
La truffa sta nel fatto che quell’apparecchio è finto, non fa nulla.

È simile ad altri aggeggi inutili per “risparmiare elettricità” di cui i fact checker si sono occupati per anni. Purtroppo di allocchi non informati se ne trovano sempre.

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Vero, ma quello non pretende di essere un PFC, anche perché viene inserito in parallelo alle utenze.
Comunque è uno scam al 100% per un milione di motivi.
ne scrivo solo alcuni? no, a meno che non siate interessati.

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no, vabbé… Lo sconcio è che siano a piede libero

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Porto in una immagine: cantieri su cantieri, bei palazzi inizi secolo e architettura brutalista.

Non avete idea dei casermoni a 13 piani larghi come una nave che si affollano, si ammucchiano, sgomitano nel litorale davanti al mare, che sarebbe zona di alto pregio. Ci hanno fatto le peggio case popolari ghetto, o almeno è l’impressione che danno.

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Beh il brutalismo ha un suo perché a volte.
Spagna, costa del sol, scenario similare, ma niente brutalismo, solo km e km di villette, case vacanze, casette, golf club, villette, villette, case vacanze, villette, appartamenti, golf club, casette, casette, villette, case vacanze…
Da Granada a Gibilterra un continuo. L’entroterra in costruzione, idem. Nessuna soluzione di continuità.
Lascia un po’ perplesso

Com’è la tipa che attraversa sulle strisce?

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Ragazze in generale molto carine devo dire!

Tornando alle case. Capisco che una sfilza di case tutte uguali appaia monotono e porti a chiedersi il perché, ma è più logico rispetto a casermoni in cemento su casermoni su casermoni.
Sono terribili a vedersi. E no, il brutalismo - nonostante gli estimatori, ma esistono anche coprofagi ed estimatori di pizza con ananas - non ha in realtà mai avuto senso se non nella fantasia di gente come Le Corbusier. Sono edifici che nel tempo diventano tristi e deprimenti, privi di ogni vitalità. Edifici antichi, anche in rovina, hanno un fascino vitale anche senza conoscere architettura e storia.
La scelta di rimuovere ogni aspetto estetico che non sia funzionale, come promosso da citato Corbusier, è stato gioco facile per i costruttori ma risparmiavano a spese delle cittadinanza, che si trova a vivere in posti che portano psicogeograficamente al suicidio.
Anche il Chrysler Building aveva il suo fascino art decò, il brutalismo è invece espressione della regressione totale, e viviamo in tempi che ancora fatica o ad uscire dal pantano che ha riportato l’architettura indietro al neolitico.
Da ragazzo, cresciuto nella provincia, i grattacieli sembravano esotici, ma ora che li vedo direi che sono solo tristi e stupidi…

Beh si, parlavo in generale dello sfruttamento del territorio. Cementificazione, e cose così.

Piano con le parole. Siamo un consesso civile, non è che puoi buttar lì concetti come la pizza con l’ananas così, senza pudore, senza un po’ di delicatezza per chi legge.

Esticazzi. Insomma, gente qualunque.

Perché? a me, personalmente, piace. Ovviamente va contestualizzato, e non abusato. Ma in certi contesti, perché no?

Stiamo facendo un po’ di qualunquismo e un po’ di tutta l’erba un fascio? perché “i grattacieli” è un po’ come dire “le auto”, c’è la bianchina del ragionier fantozzi e c’è la bugatti che è un’opera d’arte.
E comunque, anche la bianchina ha il suo fascino. Retro, certo, ma ce l’ha. Nel suo contesto.

Per me il problema è riservare spazi alla vegetazione, il tanto bistrattato “verde urbano”, specie in quest’epoca di riscaldamento globale. Certo poi le piante vanno curate, altrimenti i già pochi alberi vengono giù alle prime raffiche di vento (ieri ne sono caduti un altro paio qui vicino).
Anni fa sul retro del mio condominio c’era una striscia di terreno con alcuni alberi frondosi che ci separavano dal palazzo vicino e riuscivano a mitigare un po’ la calura: purtroppo li hanno abbattuti per fare l’ennesimo parcheggio, col risultato che tra asfalto e cemento anche quella piccola oasi si è tramutata in un forno.

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Va bene, ci sono andato giù pesante, è che col tempo mi è venuto il dente avvelenato per città invivibili, concetti che su carta sono magnifici come la micro abitazione (sempre per citare l’archistar di prima) ma nella realtà sono il degrado, e la perdita pura e semplice del bello in architettura.
Il cemento come materiale plastico è sotto gli occhi un vero limite, che non acquista valore col tempo. Le città sono anonime e visitiamo i centri storici, borghi medioevali, edifici pre guerra, mentre l’unico abbellimento che hanno molti edifici contemporanei sono i vetri a specchio.
Davvero in futuro saranno altrettanto interessanti? Le nostre periferie sono davvero da visitare? Nei viaggi che ho fatto la risposta è: raramente.
Il brutalismo ha un suo perché, che so, isolato, come ricordo di un passato che fortuna non c’è più, come espressione di anti architettura.
Ma gli architetti moderni molto celebrati sono tra i colpevoli di un certo degrado.

Eh, l’urbanistica!
Mio zio, che mi ha cacciato nella testa la passione, o meglio, il mio spiccato interesse, per l’architettura, è urbanista. Per dire, mi portò, lui probabilmente non se lo ricorda, a vedere il mausoleo di Brion. Io me lo ricordo eccome.
Però credo che l’urbanistica sia una disciplina senza speranze.
In fondo, le città sono masse tumorali, che non crescono organiche, e non ci si può fare nulla. Accanto al grattacielo tutto specchi può restare la cisterna del 1930, e da questo contrasto nasce il carattere della città.
E comunque, sono d’accordo che spesso le opere degli architetti sono fatte per essere godute lì, in quel momento. Non appena voltano lo sguardo, l’opera si ribella, si stravolge. Un vaso da fiori nel posto sbagliato, una pianta che cresce troppo, il padrone di casa che non ne capisce poi in fondo un cazzo e mette la sedia e il tavolo dove non dovrebbe.
Solo i grandi architetti sono in grado di vedere oltre. Rare le opere che non perdono il fascino dopo 10 minuti.
Ma sai una cosa? Credo che sia proprio tutte queste imperfezioni che rendono le città così uniche.
Poi ci sono anche le prospettive brutte, quegli angoli che, beh, ci vuole un grande sforzo. In val di Fassa c’è un quartiere di funghi iper moderni che sono semplicemente da abbattere. Così come i cosiddetti econostri.
Ma qui credo che siamo tutti d’accordo

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@il_Babbano
Sarà anche corretto grammaticalmente, ma a me quel “deva” suona malissimo.

Da “Guerra eterna”

Io avrei scritto “debba”.

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Io avrei scritto “dovarebbe”

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Sì, è corretto e sì, a noi suona male perché è usato pochissimo rispetto a debba.E mi domando perché deva e non debba. Ma è corretto, e il vero problema è solo che non lo usiamo noi.

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Stai scherzando? no, non stai scherzando.

il congiuntivo debba ha ormai preso piede rispetto al concorrente deva

GOSH.

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Stasera guardo di quand’è la traduzione. Magari è degli anni '70

Comunque io deva non l’avevo mai sentito, se non in… sanscrito: :grin:

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