Il punto non è questo.
Primo, gli stati uniti come qualunque altro paese, non può e non deve avere giurisdizione su un cittadino di un altro paese che non risieda sul suolo del primo.
Esistono, anzi, esistevano, delle regole di convivenza civile tra paesi. Con quest’atto gli Stati Uniti ci hanno chiaramente detto che le regole internazionali non contano nulla, per loro, come non contano per la Cina e per la Russia. E quindi, parimenti, che d’ora in avanti il paese con la mazza più grossa avrà il pieno diritto di aggredire qualunque altro paese con la mazza meno grossa.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, i paesi avevano convenuto, saggiamente e con l’ONU, che le divergenze si potevano risolvere senza appoggiare le mazze sul tavolo.
L’unica eccezione era il confronto tra mazze tra il blocco orientale, URSS e NATO.
Tutte queste esperienza sono state buttate nel cesso. Si supponeva che l’occidente fosse in qualche modo più civilizzato. Ma evidentemente tutto questo non vale più.
Sebbene questo processo non sia nuovo, si parla del declino dell’ONU e della NATO non da ieri, il fatto che l’operazione speciale in Venezuela non sia scaturita da un fatto concreto (quello che, almeno a parole, in passato si cercava, vedi l’operazione contro Saddam), sta a significare che per la prossima, che sia la Groenlandia o Cuba o la Colombia, non servirà alcun casus belli.
Perché domani appunto sarà la Groenlandia o magari direttamente l’Italia. Del resto, abbiamo un fascino per Trump che non ha pari in tutto il consesso europeo, non vedo perchè non dobbiamo essere i prossimi sul menu sulla lista.
Oppure, se tanto mi da tanto, la FInlandia per Putin o Taiwan per la Cina.
Auguri.