L'ultimo film che hai visto

Ah ok, pensavo fosse qualcosa relativo alla sceneggiatura, e non allo spettatore.
Si, un classico. Come le lettere di rifiuto e i relativi rimpiazzi, che poi diventano personaggi leggendari.

Io sono ancora qui (2024)

A fine gennaio i sostenitori di quel delinquente di Bolsonaro, in Brasile, si erano radunati per dare sostegno al criminale, ora in galera per 27 anni, che quello è il suo posto. Ebbene, su di loro è caduto un fulmine. Non è stata una strage, per fortuna, ma decine di loro sono rimasti feriti. Il commento più geniale che ho letto a questo fatto è stato “Il mio ateismo ha vacillato.”. Questo incipit per ricordare che il film in questione, qua, venne osteggiato dalla destra brasiliana, e boicottato, perché questi microcefali definirono questo film, sulla spietata dittatura militare, come una “campagna politica”. Cioè, ste merde, invece di prendere le distanze da tale passato, si preoccupavano che avesse troppo successo. E in Brasile questo film ha avuto un successo formidabile.

Tutto questo preambolo e ora però continuo dicendo che il film non mi ha entusiasmato. Classico film d’essai, è bello e gli darò un sette, ma mi ha suscitato poche emozioni, neanche la rabbia che a me scatta facilmente davanti ai soprusi, e dunque ce ne vuole e dunque su quel lato ha fallito, e dunque questo non me l’aspettavo, dato l‘argomento. La storia si fa seguire, è storia vera, con questa ricca famiglia felice (troppi i primi trenta minuti di famiglia del Mulino Bianco), dove il marito della protagonista viene preso di mira dai militari fascisti, perché ex deputato di sinistra e possibile collaboratore di terroristi. Altro non dico della trama. Lei è bravissima e di fatto sorregge sia la famiglia che il film.

In Italia fu ottavo, negli incassi settimanali; è andato bene in tutto il mondo, seppure con incassi tipici da film d’essai, appunto. Ha partecipato a un’infinita serie di festival; partecipò a Venezia, dove vinse per la migliore sceneggiatura; lei, Fernanda Torres, vinse il Golden Globe come migliore attrice; agli Oscar, infine, il film ebbe due candidature (film e attrice) senza esito, ma trionfò come migliore film straniero, che è poi il motivo per cui l’ho visto.

Mary e il fiore della strega (2017)

Film anime visivamente carino, ma senza particolare spessore.

Su Imdb ha un voto medio di 6,8.

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Ce l’ho in lista.

Certo non è Kiki, ma per passare un paio d’ore rilassanti (un’ora e quaranta) può andare.

Ho visto finalmente la nuova versione dei Fantastici 4, film carino, secondo me la migliore versione cinematografica del fumetto della Marvel, nonostante la barba di Reed Richards e Silver Surfer donna, stupisce che forse non abbia avuto un riscontro buono ma non esaltante come altri film Marvel, segno forse di una disaffezione al genere.

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Maborosi (1995)

Esordio di Koreeda dopo alcuni documentari televisivi, non è all’altezza delle sue opere migliori. Per citare un commento sul sito del Davinotti:

[…]Un rigore formale ricercato e calligrafico affossa quasi totalmente un film che poteva regalare ben altre emozioni. E non basta il tormento della protagonista sulle possibili cause della morte del marito, non basta l’elaborazione di un lutto che il regista, però, ci fa vivere con fin troppo distacco […]. Algido, dispersivo e privo di pathos.

Su Imdb strappa comunque un 7,5.

Una battaglia dopo l’altra (2025)

Questo è il film che secondo gli scommettitori dovrebbe vincere l’Oscar 2026. Com’è? Buono; divertente, grottesco, con una indubbia valenza politica, negli USA trumpiani. Cast superbo per una storia anche simpatica, una specie di terrorismo molto sfigato, immaginario, di una banda di rivoluzionari idealisti; banda che PICCOLO SPOILER ovviamente verrà rapidamente sconfitta. Gli affiliati sono dispersi e in clandestinità, e dopo decenni qualcuno dà ancora loro la caccia, seppure per motivi diversi. Altro non direi, il film non è un capolavoro (7/8) ma si fa ben seguire, ha dei personaggi veramente strampalati perché, ripeto, la chiave di lettura è quella di un film grottesco, fondamentalmente impossibile nella realtà (forse?), e con vari spunti geniali. Un appunto alla colonna sonora, da un lato interessante, dall’altro, seccante, con la sua onnipresenza.

Nel cast uno straordinario DiCaprio, al top, ma c’è pure Sean Penn, una presa per il culo dei militari, in definitiva, e Benicio Del Toro, tra gli altri, saggio sensei di karate, ma che non vedremo sul tatami (si vede l’inizio di un kata di una sua allieva, Heian Nidan nello stile Shotokan, che poi è il Pinan Shodan nel mio stile Wado Ryu); molto su di giri, se non anche nella ninfomania, la compagna di DiCaprio nel film, Teyana Taylor. Dirige al top PTA, Paul Thomas Anderson….il suo inseguimento “collinare” nel finale è in pratica un saggio di maestria. Regista che non amo ma stimo molto, Il petroliere e Vizio di forma sono due filmoni, mentre mi ha convinto molto meno Licorice pizza, affidato all’esordiente (o quasi) Alana Haim, che mi ha convinto meno (pure qua c’è un’esordiente o quasi, Chase Infiniti, che invece è bravissima). Poi vabbè ho visto altri film suoi, ma ora chissene.

Malgrado il primo posto, direi inatteso, negli incassi settimanali in Italia, in generale nel mondo il film è andato malino, anche perché è costato un bel po’ di quattrini (si dice sia il film più costoso, per il regista). Già quattro Golden Globe (film, regia, sceneggiatura, attrice non protagonista, la Taylor), ha la bellezza di 13 candidature agli Oscar, e a vedere le quote attuali ha ottime probabilità per film, regia, DiCaprio se la gioca, Del Toro e Penn se la giocano, la Taylor pure, sceneggiatura più un’altra…diciamo che forse 5 statuette dovrebbe portarle a casa. Auguri.

The accountant 2 (2025)

Dopo ben nove anni dal precedente (bel) film, con bei personaggi e bella storia, il rischio che il seguito fosse poi una ciofeca era abbastanza alto. Confermare però la squadra più o meno al completo (cast, regia, sceneggiatura) è stato un bel modo di limitare i danni, che dico, alla fine è un degno sequel e darò un sette. Tolto qualche minore intoppo di sceneggiatura, la nuova storia regge, gli anni in più si vedono abbastanza, ma non stonano troppo, e c’è pure più di un buon momento (se siete fan del primo, come me). Certamente è depotenziato rispetto all’originale, dove si scoprono le carte per la prima volta, ma questo è ovvio, ed è sempre così. Ecco, magari potevano fare prima un sequel, no? Della storia non dirò molto, imperdibile action per i true believer, per gli altri al limite un paio d’ore di disimpegno, o se no lasciate stare. Ritrovabili entrambi su Amazon. Questo secondo film non è andato benissimo al botteghino, anche perché poi è finito abbastanza presto su piattaforma, comunque da noi fu al quarto posto, negli incassi settimanali, segno che di true believers ce ne sono, in Italia.

Sono in atteva di vostra recensione di Dracula di Luc Besson. A me è piaciuta molto. Vira molto sul romantico splatter

Guglielmo Tell (2024)

Eppure l’unica critica apparsa su FilmTv, su questo film, avrebbe dovuto mettermi in guardia, visto che là fu in definitiva massacrato. Volli comunque dare una chance al Guglielmo, ma aveva ragione la rivista.

Il film ha troppi momenti “scult” per arrivare a oltre un quattro (come voto), ha più volte dei tempi sbagliati, soprattutto all’inizio; il casting è un po’ così, forse non troppo indovinato (ma direi di sì per le figure femminili), c’è pure Ben “prezzemolo” Kingsley; va detto che alcune scene d’azione hanno pure il loro perché, ma il tutto a volte dà l’impressione di essere stato fatto al risparmio; qua e là appare forse come una produzione televisiva; la durata stessa pare eccessiva, etc…

La storia è quella di Guglielmo Tell, il quale dopo alcune titubanze va infine a condurre la rivolta all’invasore austriaco, il cattivo di turno, che poi pure noi nel nostro modernissimo inno siamo ancora a promettere che faremo un gran culo all’Austria, porella. Non so se la storia nel film sia romanzata o meno, anche perché Guglielmo Tell pare sia stata una figura leggendaria, ma non ditelo agli Svizzeri, che su questo, pare, si incazzano assai; un po’ come ricordare a un leghista che Alberto da Giussano non è mai esistito e mettersi la spilla sulla giacca è un po’ come mettersi Topolino, Superman o forse Tarzan.

In Italia il film non andò benissimo, anche se entrò nella Top Ten degli incassi settimanali (settimo); nel mondo è stato una vera catastrofe: scopro che in realtà la produzione ci investì una bella barchetta di soldi, e gli incassi furono vicini allo zero, nessuno andò a vederlo. Purtroppo, pure io ora devo sconsigliarlo.

:grin:

Considerando le frequenti balle salviniane, questa mi pare un peccato veniale…

un film un po’ ridicolo

Now You see me: Now you don’t (2025)
Terzo capitolo della serie, sembra voler segnare un passaggio di consegne tra team di maghi.
Sempre carino, anche se inferiore ai precedenti.

Monsieur Lazhar (2011)
Film canadese che racconta la storia di un richiedente asilo che si improvvisa professore di una scuola elementare.
L’opera tocca vari temi quali i rifugiati, il suicidio, il rapporto insegnanti/alunni nella scuola moderna, il tutto in modo delicato.
Molto godibile, è stato candidato agli oscar come miglior film straniero nel 2012.

Entrambi sono disponibili su PrimeVideo.

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Monsieur Lazhar con me ha meritato il massimo dei voti. Lo so che non vale un dieci, ma per una serie di vari motivi gli diedi 10.

La casa di Jack (2018)

Lungo film di Lars “von” Trier, che al tempo fu riammesso a Cannes (fuori concorso), dopo vari anni durante i quali era stato bandito per alcune dichiarazioni sciocche e filonaziste. Quasi una vendetta la sua, perché propose questo film su un serial killer, che è un vero pugno nello stomaco, tanto che parte del pubblico uscì durante la proiezione. Il film in effetti è crudo, sia per l’argomento trattato, sia per alcune scene eccessive. Non risparmia molto, anche se si ferma prima dello splatter; è proprio l’argomento in sé che è senza sconti: abbiamo un serial killer, un malato di mente con vari problemi, che uccide le sue vittime, le quali sono donne, donne anziane, uomini, bambini…un po’ tutto; questo di vede nel film e dovrebbe essere messo VM18. E’ una storia immaginaria, ambientata in USA negli anni ’70; è una storia inverosimile, con questo killer che non viene individuato e forse neanche sospettato, se non dopo una sessantina di omicidi, però parliamo degli USA, sai tu, laggiù non è che stiano benissimo.

La costruzione del film è a episodi, con una voce fuori campo con la quale il protagonista (un eccellente Matt Dillon) a volte dialoga: cosa sia sta voce e di chi sia lo si vedrà bene a fine film. La regia, da par suo, è ottima; il film ha il suo perché e io gli darò infine un sette; in definitiva è pure una botta di realtà, per un pubblico la cui realtà è ormai solo quella trasmessa nei TG, o in tv.

E’ ritrovabile su Prime Video, per chi se la sente e ne ha il coraggio; al tempo ebbe costi e miseri incassi da classico film d’essai.

The Wrecking Crew (Fratelli Demolitori) (2026, Amazon PrimeVideo)
Film con Jason Momoa e Dave Bautista … e già qui potrebbe finire la recensione :laughing:
Infatti come ci si può aspettare ci si trova di fronte ad una classico mix di azione e commedia che va tanto di moda.
Il film scorre per un paio di ore senza problemi, le scene sono belle esagerate, Momoa è sempre lui, Bautista un po’ più serio, c’è pure Morena Baccarinm che lavora in banca, ma guida come uno stuntman.
La sceneggiatura è, sopratutto nel finale, molto stupida. Vedi chiaramente che i cattivi sono li per essere fatti fuori e si comportano come tali, il tutto chiaramente è pensato per un pubblico che non solo ha spento il cervello, ma lo anche mandato in vacanza per un po’ :grin:

Nel complesso godibile e divertente, se guardato con le giuste aspettative.

P.S.: Ho trovato il titolo italiano particolarmente brutto.

Mary e il fiore della strega (2017)

Più o meno, da subito, tutto nel film ricorda lo Studio Ghibli e Miyazaki, e il perché è poi evidente, dato che il regista, Yonebayashi, ha lungamente collaborato in precedenza con lo Studio Ghibli stesso. Fino a che era là aveva diretto due film, entrambi belli, e questo fu il primo che diresse dopo la fuoriuscita dallo Studio. Qua direi che ora siamo scesi di un gradino, io sarei per un 6/7. Tutto è un po’ minore: la storia, i personaggi, la poesia, alcune idee non molto originali. Però si capisca, il film si lascia sicuramente vedere, scorre benissimo, visivamente è ricchissimo, se non straripante; la storiella è comunque simpatica.
L’opera è rintracciabile su Netflix.

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