Finito un vecchio millemondi, dei primi anni 2000, a cura del compianto Hartwell e stavolta il risultato mi è sembrato altalenante.
Si parte con Lim Stanley Robinson, storia di coloni su Marte, studiosi, scritta con la voglia di annoiare il lettore e sperare che lassù non ci ci si vada.
La partita del secolo è una cosa molto americana perché parlando football americano e del sacrificio e dell’abnegazione. Però i protagonisti hanno subìto pesanti modifiche genetiche e il risultato è meno scontato del previsto. Non male.
C’è una storia di astronauti alla deriva e come riuscire a sopravvivere alla paranoia e la disperazione che coglie ad essere dentro una scatola nel vuoto, senza fuga. Anche qui positivo.
Cory Doctorow ci regala invece uno scritto superiore, dove c’è una sorta di ospizio per chi ha un impianto che può spegnere la coscienza mentre ti muovi e fai, per evitare noia, fatica ecc., e qualcuno non ne esce più . Bello!
Arriva il sempre misterioso Gene Wolfe, anche qui il protagonista non è affidabile e bisogna scervellarsi per capire cosa sta succedendo. Molto criptico pure troppo ma interessante.
Brian Aldiss vorrebbe fare il simpatico e il controcorrente, ma è solo patetico.
Giochi Fossili è un’ottima storia sulla post umanità, con molte idee e la costante che gli umani, anche oltre l’immaginabile, sono sempre delle carogne. Ottimo!
Infine uno dei pochi racconti di FS giapponese ad essere tradotto, qui degli amanti di anime e modellismo hanno vinto un concorso e devono dipingere delle statuine basate sul loro racconto. Sono modellini però autonomi, che potrebbero fare il film per cui sono pensati da soli e… Tra ovvietà e un bel contesto, il risultato convince. Forse non per originalità, ma è ben fatto davvero.