L'Angolo delle Chiacchiere Senza Contesto

Ecco questo si. Ma l’esperienza maestra di vita, mica sempre. Anzi.

Io invece non ne faccio proprio un discorso d’età. Anzi. I ragazzini hanno in generale fatto almeno una simulazione antincendio a scuola, gli adulti no.

Insomma, non sono così ottimista.

C’è anche un altro elemento. Io lavoro con le scuole in Planetario e vedo decine di classi e centinaia di bambini e ragazzi dalle materne alle superiori.

I ragazzi di medie e superiori NON sanno muoversi nello spazio che li circonda in particolare se sono in gruppo; la loro percezione dello spazioe e quindi di possibili pericoli di prossimità (termine da astronavi) non va oltre i compagni attorno a loro.

Esempio tipico (ma ne potrei fare una decina). Escono dalla sala e si fermano sulla porta tra sala e atrio a chiacchierare o a fare gli stupidi; il fatto che fermandosi bloccano fisicamente l’accesso ad altri cento ragazzi non gli compare assolutamente in mente, è al di là della loro comprensione e purtroppo delle cose che gli insegnano. Se glielo fai notare, ti guardano come se stessi recitando la divina commedia in klingon con dei cartelli colorati.

E le esercitazioni anticendio sono comunque guidate da un insegnante (che spesso ha le capacità di una parucchiera), ma dovrebbero farle da soli, perché senza una guida sono più immobili di una statua.

E sono tutte cose che nessuno gli insegna.

In situazione di pericolo non hanno scampo.

A scuola la simulazione vanno più o meno così.
Ragazzi domani facciamo la prova antincendio, un quarto d’ora prima dell’intervallo suona l’allarme, lasciate tutto sui banchi ed usciamo; segue ripasso delle norme e dei compiti (tizio apre la fila, caio la chiude, io prendo il registro, e una volta usciti verifichiamo ci siano tutti).
Non è realistica, perché nelle situazioni di emergenza il problema è il panico che coglie la massa.
Dovrebbero per lo meno farne qualcuna a sorpresa.
Poi se l’emergenza si verifica durante l’intervallo sei fregato a priori, perché non essendoci il gruppo classe riunito non sai minimamente come gestire la cosa, anche solo verificare se manca qualcuno è un’impresa.

Be’, è comunque un passo avanti rispetto ai miei tempi. Mai fatto una simulazione, e quella che doveva essere l’uscita d’emergenza, quando c’era, era chiusa a chiave. Ci fosse stato un incendio buona parte di noi non avrebbe avuto scampo.

Le mie superiori le ho fatte in una villa trasformata in scuola. Io stavo in ‘torretta’, al quinto piano, raggiungibile solo attraverso una scalinata strettissima. In caso di emergenza, sarebbe stata una trappola: non saremmo mai riusciti a uscire in tempo.

​Ricordo che lo dicevo sempre ai miei compagni, ma quasi per ridere, senza mai preoccuparmi sul serio. Vedendo che oggi la struttura è diventata un asilo e che hanno aggiunto una scala antincendio esterna su ogni piano, ho avuto un brivido: allora abbiamo rischiato grosso.

Hai provato a fare la stessa valutazione con un gruppo di adulti?

Spoiler: il risultato non cambia.

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Questo.
100%.
E’ sufficiente? no.
Aumenti le probabilità che uno di loro si ricordi e metta in pratica? si.

Tensegrity è la capacità di sostenere la testa senza sforzo (lo sforzo è nell’abbassare testa e collo).
Non so perché mi è venuto in mente @Jabbafar .

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Adesso le normative sono più rigorose, un 10/15 anni fa parlavo con architetto si occupava appunto di sicurezza di edifici scolastici e la normativa c’è.
Ci sono i piani di evacuazione, percorsi segnalati lungo i corridoi, estintori, uscite di sicurezza porte con maniglioni antipanico (se non ricordo male servono anche a creare zone di contenimento di eventuali incendi ai vari piani), ci sono grate aperte per far defluire l’eventuale fumo.
Il problema è che alla fine l’unico che sa veramente tutto è il responsabile della sicurezza che dovuto seguire tutto l’iter … e magari l’informatico a cui viene chiesto qualche supporto tecnico e chiede informazioni :slightly_smiling_face:

Non è detto, gli adulti probabilmente si offenderebbero (perché li riprendi come fossero ragazzini) e magari ti insultano apertamente :rofl:
I ragazzini generalmente ti insultano solo mentalmente :wink:

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100% corretto.

E qui entra in gioco l’addestramento dei dipendenti – specie per ambienti aperti al pubblico – e più in generale della popolazione. Osservare le vie di fuga dovrebbe essere un processo automatico.
ma avete presente che fa la gente in aereo quando gli operatori spiegano le procedure di sicurezza? “Tanto si muore tutti”, è il refrain (falso, gli incidenti in cui nessuno muore non fanno tanta notizia, survival bias).

Ultimamente ti menano se sei boomer.

A mio parere, il salvarsi in caso di incendio anche in locali a norme è questione di fortuna.

Tutte quelle nozioni tipo “prima di aprire una porta toccare se è calda, verificare da che parte si apre ecc ecc” sono troppo complesse in caso di panico.

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Vi ho mai detto delle scale anti incendio nello stabile ad Assago Forum dove lavoro? Anni '70 credo (compare come sfondo non so a quale film), fatto pensando di uccidere chiunque provi a scappare:

  • sfogano non nel prato antistante l’edificio ma tornano indietro nel patio. Se l’incendio parte dalle base, ci finisci dentro
  • alla fine delle scale c’è uno spazio con davanti (vedi sopra) un gradino e di lato un muretto molto basso, poco più alto del gradino, giusto altezza inciampo.
  • ci sono crepe visibili lungo la scalinata esterna.
  • altro che non sovviene (ma faccio sempre notare quando si va a pranzo)

Da Assago è tutto

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ora vivrò più felice

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A uno stage ci parlarono di un maestro di karate, in visita in Europa, che in hotel faceva, per prima cosa, un controllo delle vie d’uscita.

Ce ne parlarono con il tono di “hai visto, il sensei, che avanti che è….eh beh, è il sensei…”

Io mi stetti zitto perchè stare zitti è (quasi) sempre una delle migliori opzioni, ma mi dissi, ma che cavolo, in famiglia mi prendono per il culo da ANNI perchè lo faccio regolarmente (mai hotel enormi, visione dei corridoi, presa atto delle distanze della mia stanza dalle porte di sicurezza, visione dall’esterno delle stesse porte, visione dei corridoi alla sera per capire l’illuminazione notturna, stessa indagine della stanza, percezione di dove sono le scale, ascensore etc, etc…ce ne sarebbero da aggiungere, visto il mio livello di genitore iper apprensivo). Però magari, pensai, se avessi detto qualcosa avrebbero pensato “il solito che vuole mettersi in luce coi Maestri di Karate”.

Io pensai, boh, che ha fatto il Sensei di strano….mi pareva il minimo, tanto più che credo arrivare dal Giappone in Europa ti fa scattare un po’ l’effetto “ambiente alieno”.

Non è ora di togliere le palle di natale all’avatar

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Aggiungo un po’ a mucchio…

Ci vuole la testa e la testa non la hanno tutti. Ci vorrebbe la testa in chi gestisce un luogo in cui c’è pubblico e in chi porta in giro il pubblico.

Al Planetario abbiamo un buon numero di uscite di sicurezza - sei intorno a una sala rotonda (sistemate negli anni perché l’edifioco è degli anni ‘20) e tutti abbiamo fatto un corso sulla sicurezza comprese prove pratiche con estitore e manichetta sotto la sorveglianza dei vigili del fuoco; in pratica siamo sempre parte della squadra di emergenza. Una delle cose più importanti che ci hanno trasmesso è che non serve fare gli eroi, ma serve non perdere la calma nel gestire, chiamare etc.. etc..

Quindi le basi le abbiamo. E bene o male le autorità si sono impegnate a crearle.

Poi una volta l’anno facciamo esercitazione con delle classi in visita a caso, ma avvertendo prima solo le insegnanti (prima che appunto vadano in panico). Una esercitazione tranquilla e guidata (da noi). Per fortuna non è mai accaduto nulla oltre quello che sta male in sala e che devi accompagnare fuori in attesa dell’ambulanza.

Chiaro che se il luogo in cui lavori è stato progettato alla caxxo e non ammodernato, stai fresco.

Tutte le mie scuole del passato (anni 70 e 80) non avevano via di fuga particolari, se non percorsi sotterranei da goblin. Porte chiuse (chissà mai che marini la scuola), scale inaccessibili.

Gli adulti se la caverebbero meglio? Qualche volta sì, ma perché non stanno in grossi gruppi, qualche volta no (basta vedere come salgono sulla metropolitana).

E sì, spesso, ma non sempre, in luoghi in cui vado registro mentalmente le vie di fuga e i percorsi.

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Avevo letto di togliere la pelle d’anatra dall’avatar.
Non sarebbe una cattiva idea!
Jabba, da quanto non si lava l’avatar?

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Devo lavarlo???

okay ragazzi, lo ammetto: io da sempre sono quello che, appena la fiamma prende corpo, si prova a spegnerla. E che inizia a fuggire probabilmente troppo tardi, quando pure ciò con cui provavo a domare il fuoco inizia a bruciare.

Però ho avuto tanta fortuna e sono arrivato (quasi) ai 60 senza morire in un rogo, nonostante uscite di sicurezza, per i primi 40, pochine.

Una cosa però la so bene: quando suona l’allarme e non mi hanno detto che c’è l’esercitazione, mi si drizzano le orecchie e inizio a spostarmi verso l’uscita - ma sempre con lo zaino/borsello addosso (che senza non vale la pena vivere. Preciso che, finora, erano tutti falsi allarmi).

Invece quando mi dicono: “domani esercitazione“ tengo tutto a portata di mano (due borsoni, zainetto e zaino grosso) e, o esco con quelle, o non esco proprio. Che adesso, non è che sono lì a farmi rubare l’attrezzatura dal tipo che viene a rifornire la macchinetta del caffé proprio in quel momento lì, eh?

Confermo la naturale tendenza degli umani di tutte le età a intasare i passaggi. E no, io non guardo dove stanno le uscite di sicurezza, ma dove sono i bagni, dove l’area ristoro, dove la zona fumatori. Che tanto è più di mezzo secolo che non vedo un incendio, e l’unico che ho visto lo avevo acceso io a 5 anni. Invece sto all’occhio quando giro per le strade, che sia in auto,a piedi o in bicicletta, cercando di indovinare le intenzioni di tutti quelli che si muovono nei pressi - che siano in auto, a piedi o in bicicletta, perché di incidenti se ne vedono, e comunque muoiono 300 ciclisti l’anno (e 17 mila si feriscono). A piedi, 450 morti (e i feriti? Boh, non so. Ma gli incidenti in generale con veicoli coinvolti - anche in assenza di pedoni, eh? - superano i 100K l’anno). Insomma, diciamo che le fiamme libere sono un filo più rare.

La formazione devono certamente farla gli esperti. Poi, siccome questi esperti dovrebbero preparare anche gli adulti, questi ultimi dovrebbero essere in grado di anticiparla ai giovanissimi. Peccato che non sia così, quindi ben vengano almeno le esercitazioni a scuola. Di passaggio, ricordo che, quando si temeva un attacco nucleare da parte della Russia (a ridosso dell’ingresso degli eserciti in Ucraina, quindi di recente, non nel 1945), sono stati usati i mass media per tranquilizzare (?!?) la popolazione, avvisando che, in caso di esplosione atomica nei pressi, sarebbe stato sufficiente tenere le finestre chiuse e non uscire di casa per tre giorni. Non sapevo se ridere o piangere, mentre nel frattempo lo iodio diventava introvabile….

Okay, sono un irresponsabile: ho sempre pensato che lo spettacolo delle hostess che illustrano le uscite di sicurezza dell’aereo, l’uso della cintura di sicurezza e il modo di gonfiare il salvagente (che si spera sia sotto il sedile e non nello zaino di qualche passeggero collezionista lì intorno) fossero un modo di intrattenere le persone mentre si attendeva il via libera al decollo. Anche perché so per certo che finirei per essere imbottigliato - basta l’esperienza di quando cìè da scendere e ci stanno quelli che, pure dietro di te, si sono alzati prima e occupano il corridoio senza lasciare spazio, e manco arrivi a uscire dal tuo posto, figurati raggiungere l’uscita. Forse @salvatore.mulliri sa gestire questa cosa, io invece scendo tra gli ultimi.

Insomma, invecchiando sono diventato più lento e di certo un po’ più cosciente dei pericoli, però solo di quelli un minimo frequenti nel mio ambiente, ecco.

Hai sollevato un sacco di questioni interessanti.

Intanto, si gli incendi sono meno frequenti, ma 40 morti tra i pedoni tutti su un colpo non si sono mai visti. Infatti, si dice, il rischio è soggettivo, e quindi dipende da che guarda. Il pedone che entra in discoteca? Il gestore della discoteca? Il responsabile della protezione civile?

Guerra nucleare: hai perfettamente ragione, e faccio notare che, guerra o no, gli altri paesi si stanno preparando per affrontare un minimo di emergenza (che fare se non scoppia una bomba nucleare ma un paio di droni fanno saltare tutte le centrali della regione? Se viene inquinata l’acqua di una città? Ecc). Da noi , non si fa prevenzione e soprattutto consapevolezza per non allarmare la popolazione. Probabilmente i piani di sono anche ma tanto si suppone che non arriveranno. E comunque basta fare due leggi che proibiscano le cose che non si devono fare, sull’onda di dove tira il vento. Tutto già visto col COVID.

E sugli aerei, stendiamo un velo pietoso.

Se volete avere altri spunti, consiglio, o parimenti sconsiglio, di guardare la serie TV sul disastro della concordia. Ecco. Bel paese di peracottari.