A me il Babbano basterebbe rivederlo passare di qui. Non è il caso di dargli anche i compiti a casa.
Ecco. Tu sì che mi capisci.
Ci sono, ci sono. Vado a cambiare mio padre e torno
Eh sì, ti capisco perché ci sono passato anch’io.
E c’ho pure il cucciolo che non dorme se non gli stai accanto, che se appena ti allontani guaisce, che come ti alzi dal divano (il suo box è in salotto, io da due notti dormo sul divano accanto o nel condominio non dorme nessuno) devi portarlo di corsa fuori o ti caga in casa - e niente, la due ce l’ho fatta, stamattina alle 6 e 10, ma la uno, tempo che mettevo le scarpe, è andata sul pavimento…
I figli? Lui doveva andare, che oggi è in reparto, lei dormiva.
Ah, che sfiga.
Però, come si educano i cani, anche i figli andrebbero un attimo raddrizzati. Non dico sia facile, ma siccome gli animali non sono giocattoli, vanno accuditi, ci vuole uno sforzo serio, altrimenti anche l’affettività delle persone ne risente, se non danno cosa significhi un rapporto dive servono pazienza e sacrifici.
Fai pulire lei, come minimo; non dico che ti devi imporre, anche resistenza passiva va benissimo, ma le giustificazioni per ogni comportamento errato portano su strade poco rassicuranti.
Io ho ignorato tanti buoni avvisi in passato, perché non volevo affrontare i problemi, e ora i problemi sono tutti lì, peggiorati.
Siamo tutti con te!
Quello che ho iniziato a vedere diventando “vecchio” è come si abbia una percezione diversa di concetti come responsabilità e pericolo.
Da una lato è il naturale ciclo della vita, dall’altro poi si finisce quasi sempre per pagarla.
Ancora l’altro giorno guardavo sconsolato quei ragazzini col cellulare che filmavano l’inizio dell’incendio del locale a Cras Montana invece di uscire ![]()
quella è la parte peggiore: il desiderio di condividere a tutti i costi prevale persino sulla irrazionale paura del fuoco. Una specie condannata all’estinzione per motivi futili…
Questo però mi pare che purtroppo non sia legato all’età
ogni tanto qualcuno mi racconta gli exploit di amici, vicini, parenti etc… roba da chiedersi come hanno fatto ad arrivare oltre i 40 anni ![]()
La state facendo troppo facile.
Se non percepisci un fatto come pericolo, non agisci di conseguenza.
E i flashover sono subdoli. Una fiammella diventa nel giro di 30 secondi un rogo infernale con temperature superiori ai 500°C.
E cosa vuoi che sia una fiammella?
Il punto è che, indipendentemente da tutto (immagino l’alcol non fosse esattamente bandito, nonostante l’età), nessuno, giovane o adulto, sa esattamente come comportarsi in caso di “piccolo incendio che, sei sicuro, puoi spegnere con una giacca”.
Ieri ne ho approfittato per parlarne con mia figlia. “Se vedi una fiamma libera, non pensare neppure a spegnerla. Molla tutto, giacca soldi cellulare tutto. Dirigiti con calma verso l’uscita senza guardarti indietro. Meglio fare la figura dei fifoni che morire in una trappola infernale come quella. Puoi sempre dire che avevi bisogno di un po’ d’aria, nel caso fosse tutto esagerato”.
Nessuno ci ha mai spiegato come ci si comporta. Io non so come avrei reagito, l’istinto di minimizzare in quei casi è forte.
Io sono partito dal concetto generale di percezione del pericolo.
Quando arrivi alla nostra età generalmente hai visto abbastanza cose da essere più conscio di molti pericoli, semplice esperienza di vita.
A me è capito che la nipote ventenne della vicina (che era in ferie) passi a tarda sera a dar da mangiare al gatto, poi vedo che fa a fare un giro intorno alla casa e non torna. Dopo 5 minuti stavo andando a vedere se era successo qualcosa, dietro non c’è praticamente un campo con arbusti niente case vicinissime, se c’è qualche malintenzionato …
Al che la vedo spuntare, mi saluta, io la saluto e via.
Qualche tempo dopo la incontro con sua nonna e parlando le dico che non vedendola tornare ci eravamo preoccupati. Lei, che aveva la visto la faccia un po’ strana e pensava non l’avessi riconosciuta, tutta allegra mi dice che non c’era da preoccuparsi, cosa vuoi che succeda.
Al che la nonna mi guarda e mi dice “non hanno percezione del pericolo”.
Probabilmente la prima volta in cui mi sono sentito vecchio ![]()
La differenza era nell’esperienza di vita, in quel campo dietro la casa avevo già visto dei ladri (ovviamente l’abbiamo capito dopo
), ho visto più di qualcuno cadere e farsi male girando intorno alla casa al buio, etc…
A 20 anni certe cose sembrano irreali, roba da tv.
A 50 anni, quanti incendi hai vissuto in prima persona?
Pochi credo, molto più probabilmente nessuno. Men che meno di incendi mortali.
Il bias di “ho visto tutto nella vita” è forte.
Una fiammella libera e incontrollata come quella sul soffitto che si vede nel film porta a comportamenti illogici. L’istinto è quello di aiutare a spegnerlo: se si è in tanti, vuoi non farcela?
Un po’ come quelli che muoiono asfissiati aiutando il collega ad uscire dal silos.
Il punto è proprio questo: se non hai addestramento al pericolo, il pericolo non lo vedi.
Questo è un punto importante. Ora ci saranno molti, immagino, che diranno “Beh dovrebbero spiegarvelo a scuola!” oppure peggio “Con tutte le cagate che vi insegnano a scuola, queste sono le cose che dovrebbero dirvi!” (magari quelli che a scuola passavano le lezioni nei bagni delle stesse).
C’è di fatto una prontissima reazione molto italiana e molto pilatesca di dire, beh, che ci pensi la scuola. Invece prendo spunto dal discorso di HC, che correttamente ne ha parlato con la figlia (perchè ha ragione Nirgal, a una certa età hai altro per la testa e non è che ci pensi particolarmente…ci siamo passati tutti, io almeno, e notoriamente da giovani un po’ tutti abbiamo fatto delle stronzate (magari minime) che però eravamo scusati - sono ragazzi! - ).
Cioè, la famiglia non è che può demandare tutto alla scuola (la quale porella spesso non è messa bene). Meglio, se se ne parla anche a scuola, ma se “l’addestramento” viene fatto anche a casa, beh, ancora meglio.
Dissento.
In mancanza d’altro, ok.
Ma questo è compito di chi sa come comportarsi, ossia delle istituzioni e della protezione civile.
Ma pochi adulti sanno come comportarsi correttamente in caso di emergenza, e io mi metto tra questi pur un pochino avendone viste, figurarsi se sono in grado di insegnare qualcosa.
Questo è compito della scuola, della protezione civile, degli ordini professionali.
Non delle famiglie.
La verità è che è molto più utile fare formazione che sanzionare chi non attacca correttamente i cartelli del divieto di fumo.
È la differenza tra rischio e pericolo, il primo è soggettivo il secondo oggettivo
Ho detto lo stesso ai miei figli: “In queste situazioni non fate come la lepre ipnotizzata davanti agli abbaglianti della macchina che sta per investirla. Al primo accenno di fiamma, se siete in un luogo chiuso allontanatevi prima possibile.”
Dissento sul dissenso, nel senso (che super allitterazione) che in famiglia dovrebbero sapere fino a dove possono consigliare o no (certo, non parlo delle famiglie che spesso vedi in tv, o in cronaca).
E si tratta di dare consigli di buon senso, tipo, se il caminetto è acceso, e vuoi ravvivarlo, non usare la bottiglietta di plastica dell’alcool, perchè, per quanto incredibile, il fuoco risalirà sul getto, verso la bottiglia (accadde a me, lo interruppi interrompendo il getto).
Non serve che venga a casa il vigile del fuoco, su questo; se lo facessero a scuola, intanto il mio seme l’ho gettato. Insomma, quel poco o tanto, meglio che i genitori lo dicano/ facciano.
Considero le cose di base, di base. E quindi dissento del dissenso che il dissenso non mi fa senso ma non ha senso.
Ma non hai idea di quante cose “di buon senso” sono senza senso se non deleterie.
Ti va di traverso qualcosa? “bevi acqua”.
Certe cose possono accadere in un attimo e cogliere di sorpresa. Ricordo una festa di compleanno ai tempi del liceo: la festeggiata si apprestava a spegnere le candeline (normali, non i famigerati candelotti che abbiamo visto nel caso del locale incendiato) quando la sua lunga chioma ha sfiorato una delle fiammelle e in un istante stava prendendo fuoco. Non ricordo chi ebbe la prontezza di soffocare la fiamma sul nascere, forse un adulto, perché sia la ragazza che noi compagni sembravamo imbambolati.
Anni dopo ho visto un video di un incidente simile, credo tra quelli di Paperissima, e non mi ha fatto ridere.
Mortali no, ma vivendo in semi-campagna ogni tanto qualche fuocherello che scappa di mano capita, senza contare i pericoli estivi della campagna vicina ![]()
Ti metti a bruciare un po’ d’erba convinto che tanto cosa vuoi che succeda poi magari ti ritrovi con fiamme alte svariati metri …
A noi è capito di bruciare dell’erbetta secca, parliamo si e non di 1 cm di altezza, roba che non sai neanche se prende fuoco… poi il fuoco parte, corre un po’, arriva in prossimità di una tuia e … immagina un cerino di 2/3 metri che si accende ![]()
Poi c’è chi aveva usato la benzina per eliminare le erbacce davanti a casa. Butti un po’ di benzina, controlli che tutti siano ben lontani, ti allontani di un bel po’ di metri, sai che è pericoloso, lanci l’innesco e … addio sopracciglia.
Quando sei in mezzo al verde, impari che se vedi fumo meglio preoccuparsi.
Non è il fatto di dire “ho visto tutto nella vita”, ma quello che ho visto mi ha convinto che una sana paranoia giova alla salute ![]()
Poi se vai nel discorso specifico, tipo Cras Montana, si possono anche trovare giustificazioni a certi comportamenti; magari ti aspetti che i materiali del locale siano ignifughi, che ci sia un sistema antincendio o almeno che sotto il bancone del bar ci siano degli estintori ed i tizi siano veloci nell’usarli, etc…
Ribadisco Il mio era più un discorso sull’attitudine generale che cambia con l’età, per il semplice fatto che, se non sei proprio fortunato, disgrazie e problemi intorno a te ne vedi ![]()