Mentre cercavo un paio di dati per la scheda del libro da inserire nella biblioteca, mi sono imbattuto nell’ultimo libro dell’autore.
Per assurdo la storia aiuta a capire molto bene quando siano “flessibili” le storie di Bennett.
Vedo un nuovo libro dal titolo A Drop of Corruption: the gripping biopunk murder mystery sequel to The Tainted Cup, leggendo biopunk ho subito pensato che si trattasse di un romanzo di fantascienza (tipo The Windup Girl di Bacigalupi).
Peccato che il precedente volume della serie (The Tainted Cup), sapevo essere un fantasy ![]()
Provo a passare dall’edizione inglese a quella americana e il romanzo è presentato come
The eccentric detective Ana Dolabra matches wits with a seemingly omniscient adversary in this brilliant fantasy-mystery from the author of The Tainted Cup
Allora provo a controllare l’edizione inglese di The Tainted Cup e …
The Tainted Cup: an exceptional fantasy mystery with a classic detective duo
Quindi per Hodderscape (l’editore inglese) il primo è fantasy, il secondo è biopunk ![]()
In base all’esperienza con i romanzi precedenti, credo che entrambe le definizioni possano reggere.
Già con Foundryside, le recensione di The Verge definiva il romanzo come a cyberpunk adventure wrapped in an epic fantasy novel, definizione che secondo me è perfetta.