Titolo: Si Vive Solo Due Volte
Titolo originale: You Only Live Twice
Serie: Autoconclusivo
Autore: Ian Fleming
Editore: Garzanti
Genere: Spionaggio
Lingua Edizione: Italiano
Data d’uscita: 1976
Pagine: 186
ISBN: N.D.
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Sinossi:
Su James Bond, ormai, si direbbe calato il sipario: non è più neanche l’ombra dell’agente «duro e audace» – il migliore fra quelli al servizio di Sua Maestà – al centro di tanti romanzi. L’assassinio di Tracy – per mano del capo della spectre, Ernst Stavro Blofeld – poche ore dopo il loro matrimonio lo ha reso fragile, incapace di portare a termine perfino il più semplice degli incarichi. Quella che M gli prospetta ha dunque tutta l’aria di un’ultima chance: una «missione impossibile» nella terra del Sol Levante da cui dipendono tanto le sorti della Guerra Fredda quanto il suo futuro di spia. Spogliato per la prima volta del suo nome in codice – 007 –, per avere successo in quest’«operazione sul filo del rasoio» James Bond dovrà non solo calarsi in una cultura millenaria così estranea alla sua, ma appropriarsene fino a «mutare pelle»; e dovrà essere pronto, per ripagare l’on contratto con Tigre Tanaka, capo dei servizi segreti nipponici, a fare quello che nessuno è stato finora in grado di fare: introdursi, ricorrendo alle arti segrete del ninjutsu, nel Castello della Morte e uccidere «il Drago» – il misterioso e diabolico dottor Shatterhand, che in un’antica fortezza sulla costa del Kyūshū ha allestito un terrificante giardino dei veleni, dove gente da tutto il Giappone accorre per darsi la morte. Ancora non sa, James Bond – di cui Fleming mette qui in luce come non mai umanità e debolezze –, che riuscire nell’impresa gli offrirà anche l’opportunità di placare la sua personale sete di vendetta.
Opinione:
Premettiamo che alla mia edizione, una versione antica del volume, è contrapporne una più nuova e anche molto curata (da Adelphi) con ISBN: 9788845939686 da 240 pagine.
È un romanzo diverso dagli altri della serie 007 perché in questo troviamo un Bond differente, più calmo e meno reattivo (almeno per la parte iniziale del volume). Lo stile di Fleming non rallenta mai troppo, è asciutto e ben ritmato. È una lettura veloce, senza particolari aspetti rilevanti ma comunque gradevole.
Il finale mi ha lasciato molto sorpreso per il romanticismo e la delicatezza. Niente a che vedere con i film che, per certi versi, non rendono giustizia ad un personaggio così complesso.
