Necrocelium di C. Vastano

Titolo: Necrocelium
Titolo originale: Necrocelium
Serie: Serie Aracnia, 1 di 3
Autore: Claudio Vastano
Editore: Delos Digital
Genere: Fantascienza
Lingua Edizione: Italiano
Data d’uscita: 2025
Pagine: 178
ISBN: 9788825425284

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Sinossi:
Il romanzo conclusivo della trilogia Aracnia. In una Terra ormai dominata dai ragni giganti c’è ancora un’ultima fievole speranza di salvare l’umanità? Sembra incredibile ma laggiù, nei sotterranei di Virge City, un’equipe di scienziati ha lavorato per anni per raggiungere un risultato che ormai sembra quasi fuori tempo massimo: scoprire cosa ha originato i ragni giganti che hanno devastato la Terra, e come mettere fine a questa catastrofe. Ma solo un cacciatore esperto come Jack McDermhott può portare a termine questa missione. E non sarà un’impresa facile.

Opinione:
Avendo concluso questa trilogia ho deciso di essere un po’ più specifico nella recensione, affrontando cosa mi è piaciuto e cosa non mi è piaciuto.

Cosa non mi è piaciuto

Alcune espressioni usate dall’autore per descrivere le situazioni si ripetono con poca varietà e senza troppa fantasia, ed è un peccato. All’ennesima volta che leggevo “zampe chitinose” ho pensato che ci fossero mille altri modi per descrivere quella condizione.

Non mi è piaciuto il rapporto con l’antagonista, per due ragioni. La prima ragione è che aggettivi come “cagna” o “puttana” c’entravano davvero poco nella situazione in cui erano utilizzati. Più che altro sembravano insulti sessisti gratuiti decontestualizzati dal contesto narrato. Badate, non dico che un personaggio non li possa dire ma a mio avviso anche gli insulti hanno una loro ragione di esistere e di essere utilizzati. La seconda ragione è che l’antagonista viene presentata come una specie di mistress e quando se ne scopre il motivo la cosa prende una vena pacchiana e francamente inutile. Peccato perché l’autore ha fatto un discreto lavoro su altri personaggi.

Cosa mi è piaciuto

Il personaggio principale ha una sua discreta evoluzione, niente di troppo approfondito ma comunque la logica narrativa non tradisce il lettore. È uno scienziato ma, prima di tutto (come è giusto che sia), è un cacciatore.

Le descrizione dei ragni sono convincenti e per lo più divertenti e ben descritte. L’interazione tra i personaggi non è scontata e arriva anche a dei livelli forse esagerati in questo terzo volume. Quando due scienziati parlano tra loro il livello diastratico si eleva ad un punto non alla portata di tutti nonostante il tentativo di rendere tutto semplice.

La fine lascia aperta una “promessa” che il personaggio ha fatto e che, ovviamente, non ha mantenuto…peccato. Sarebbe stato un ottimo confronto.

Nel complesso mi è piaciuto il progetto ed è una lettura veloce e alla portata di tutti (soprattutto degli aracnofobici).

Nota di colore

Una tegenaria adulta può esercitare una forza di trazione compresa tra 2-5 volte il peso del proprio corpo. Un saltatore circa 50 volte la dimensione del proprio corpo (400 mmHg, quasi tre volte la pressione arteriosa umana sistolica massima). La Theraphosa blondi (la tarantola Golia) può sollevare 100-150% del proprio peso corporeo. Un ragno mutato della dimensione di un 20 metri totali (zampe incluse) potrebbe arrivare a sollevare due grossi SUV (es. Land Rover) sopra la sua testa usando solo i pedipalpi e le zampe anteriori, e camminarci in giro (circa 3.750Kg).

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C’è un ma.
Non è la massa che serve per “sollevare” il peso esterno. E’ la forza. E la forza serve anche per sollevare la propria, di massa.
Ergo, è abbastanza facile che un esserino piccolo abbia la capacità di esercitare una certa forza su una massa piccola.
Ma la massa aumenta con il cubo delle dimensioni lineari del corpo.
E la forza, non necessariamente. La forza serve per muovere anche il proprio di corpo.
E quindi, proiettare queste capacità su dimensioni più grandi è fondamentalmente come dire, al giorno del proprio matrimonio a gennaio, entro fine anno si vivrà in un Harem.

Sentitamente,
il vostro ministro alle puntualizzazioni.

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Se fossi una donna…attento a te.