Non ho letto l’intervista specifica da te citata, ma posso sostenere con un buon grado di sicurezza come Burzum, anche nel caso in cui si sia dimostrato critico nei confronti dei movimenti di estrema destra europei, sia un fanatico violento, dedito al culto del perseguimento della purezza etnica e socioculturale. Ho il sospetto che una critica politica fatta alla destra da parte di Burzum non sia altro che una presa di posizione su quale sia l’estremismo migliore da adottare, anche a fronte dei simboli e del materiale nazista ritrovato nelle sue abitazioni durante i suoi arresti. Satanismo o meno, quel che è rimasto sono le ceneri delle quattro chiese per le quali è stato giudicato colpevole (un’accusa poi decadrà per un vizio di forma) e per altre quarantotto per le quali è stato identificato come elemento di riferimento, mandante e ispiratore. Le parole sono importanti, perché definire una religione “invasione culturale”, rifacendosi a miti norreni nel tentativo di sostituire una religione con un’altra, è un’operazione di revisionismo pericolosa.
Tra le sue dichiarazioni, presentate in tribunale dall’accusa, ricordiamo:
Abbiamo appiccato noi gli incendi delle Chiese in Norvegia. La prima è stata la stavkirke di Fantoft e non intendiamo fermarci. La nostra intenzione è diffondere paura e malvagità. La paura delle forze dell’oscurità. Non ci limiteremo agli 8 incendi provocati finora. (…) Chiamateci come vi pare. Noi adoriamo il Diavolo ma preferiamo non usare il termine Satana. Quella parola è stata resa ridicola da quegli stupidi gruppi di poser. Deficienti che pensano di essere dei duri. (…) Abbiamo catturato un coniglio dalle parti della montagna di Fana. E’ stato più faticoso che dar fuoco alla stavkirke di Fantoft. Vicino alla chiesa abbiamo decapitato il coniglio ormai morto. Abbiamo posato il corpo sui gradini della chiesa. La testa gli è stata messa accanto, per terra. Lo scopo era comunicare più angoscia. Speravamo che quel coniglio innocente venisse trovato: un simbolo di bontà bruciato dal fuoco. Il sacrificio di uno studente avrebbe avuto un impatto maggiore rispetto a quello di un coniglio.
Anche il suo discusso contatto con Breivik (un altro buontempone) non ha assunto i toni della condanna per il gesto in sé, quanto per la designazione di connazionali quali vittime dell’attacco, senza mostrare particolari deviazioni da quello che era stato il suo pensiero negli anni di carcere.
Tra lui, il chitarrista dei Mayhem complice dei roghi poi assassinato, gli Hades, gli Emperor e tutta l’accozzaglia di sbandati neonazisti dell’Helvete, diciamo che il tutto andrebbe inquadrato sotto la lente di un’analisi psicoanalitica o criminologica, ma di sicuro non musicale, perché dietro ogni musicista c’è un uomo e, se quell’uomo è un estremista neonazista, satanista, suprematista, piromane e omicida, capirete bene la mia esigenza di prenderne le distanze il più possibile, anche nel caso in cui fossi un patito del genere. Certo, potrei cambiare pseudonimo, ma la difesa delle cause perse è un’attività che mi riserva un buon grado di soddisfazione.
Sostituito da una IA? Mi hai fatto venire in mente Do the Androids Dream of the Electric Sheep? di Dick; forse, un giorno, il mio paziente si sdraierà in una simulazione olografica di un lettino, così che possa porgli le più classiche delle esortazioni introduttive alla seduta: Parlami del rapporto con il tuo programmatore o Raccontami della tua scheda madre. Come già detto, però, è probabile che quando quest’ipotesi di futuro diventerà realtà sarò già lontano, a pescare la mia cena per poi addormentarmi contando le stelle nella volta notturna, lontano da qualsiasi intelligenza, umana o artificiale che sia. La massima di Topolino, che sosteneva (vado a memoria senza controllare la fonte) come l’enfer c’est les autres, è per me sempre valida, al di là della specifica analogica o digitale degli autres.