Non conoscevo bene l’argomento, ma leggendo questo libro mi rendo conto del lavoro TITANICO per raggiungere la luna. Le cifre sono impressionanti, 160 milioni di cavalli il primo stadio, con un consumo di 15 tonnellate di carburante al secondo.
600 tra interruttori e strumenti, guida a vista, calcoli non possibili dal computer di bordo, ma sempre dal centro di volo, insomma, un mezzo miracolo che ce l’abbiano fatta.
Quanto e se sarà più semplice per Artemide con la tecnologia attuale, ossia 50 anni dopo?
Io l’ho convertito in azw3 con calibre e, a parte qualche immagine che è un rettangolo grigio-nero sfocato, lo leggo abbastanza bene (una nuova formattazione non sarebbe male)
Si servirebbe una formattazione epub.
Anche in mobi le foto sono dei quadrati grigi, ma sono le frasi che vengono spezzettate perché si inframezzano con le didascalie delle foto che lo rendono poco leggibile. Poi alcune sillabe le sbaglia come “fi” che ci mette un carattere strano.
Anch’io convertito con calibre.
L’ho segnalata a Paolo. Nonostante i miei dubbi, sembra che la pubblicazione sia stata autorizzata: si tratta purtroppo di una vecchia edizione (la prima).
L’ ho trovata in via illegale ed effettivamente mancano dei dati. In questa edizione vecchia non si parla ad esempio del Lunakhod sovietico, però è impaginato bene.
Ho saltato sul libro di Attivissimo, tutte le discussioni sulle prove fotografiche che proprio non m’interessavano e sono passato al capitolo tecnico.
Non avevo mai pensato al fatto che l’Apollo non avesse mai raggiunto la velocità di fuga, infatti la Luna non è al di fuori del campo gravitazionale terrestre.
Interessante il fatto che una volta accesi i motori in direzione Luna, l’Apollo in verità si è messa su un’orbita ellittica eccentrica che l’avrebbe riportata naturalmente sulla Terra nel caso non ci si fosse potuti avvicinare alla Luna.