Io ormai leggo da anni in quasi tutto in inglese, gli ebook sono quasi sempre in offerta a prezzi migliori (1 o 2 euro max) 
Ovviamente il vantaggio principale è di leggere il testo originale potendo gustare a pieno lo stile dell’autore.
Ci sono anche libri che tradotti sono probabilmente un altro libro, per esempio inBreve storia di sette omicidi (A brief history of seven killings, 2014) buona parte scritto in slang anglo jamaicano 
Poi ovviamente c’è il vantaggio della vastità dei cataloghi inglesi.
Io ho iniziato quando di FS in italia si pubblicava molto poco.
La Nord era fallita, Fanucci, pubblicava poco, Urania aveva i soliti problemi di numero di pagine, costi, etc…
Quindi se c’era qualcosa che ti interessava proprio lo dovevi leggere in originale.
Io avevo iniziato con Green Mars di Robinson, mi ero innamorato de Il Rosso di Marte, i diritti erano in mano a Mondadori, che li aveva “acquisiti” inglobando la Interno Giallo, ma non aveva nessuna intenzione di continuare la pubblicazione.
Quindi l’inglese era l’unica soluzione.
Per fare paragoni sportivi diciamo che è un po’ come imparare ad andare in bicicletta partecipando alla Parigi - Roubaix o imparare a sciare sulla pista di discesa di Kitzbühel
Il video rende l’idea 
Alla fine ci avevo messo più di un anno a leggerlo, tra ricchezza di linguaggio e la marea di termini tecnici legati alla terraformazione che si potevano trovare solo su dizionari specialistici, fu una specie di massacro.
Però poi tutto il resto sembrava molto più facile 
Alla fine se vuoi leggere in lingua originale il fattore principale è volere veramente leggere quell’opera.
Se invece vuoi leggere per prendere la mano, allora puoi anche guardare di scegliere scrittori che usano linguaggi più basilari, penso a gente come John Scalzi, ma anche Cory Doctorow (che però è molto tecnico lato informatico).
Una cosa che mi ha aiutato è stato anche il fatto di guardare film e telefilm in lingua originale con i sottotitoli, alla fine il contesto visivo aiuto a comprendere meglio la lingua.
Come in tutte le cose il difficile è l’inizio, poi col tempo diventa un vero piacere.
… anche se ogni tanto capita un romanzo che è ostico e fai una gran fatica.
Da qualche mese sto leggendo a pezzi Little, Big di John Crowley, dopo qualche pagina mi manda in corto il cervello…
Qualche anno fa’ mi ero impantanato un paio di volte in The Gold Bug Variations di Richard Powers, finito al terzo tentivo.
Quando avevo letto The City & The City di Mieville all’inizio credevo di avere dei problemi di comprensione non capivo se di lingua o in generale
… poi proseguendo avevo capito che era proprio un scelta stilistica, che alla fine ho apprezzato.
Se vuoi qualche parere sullo stile di qualche libro chiedi, se l’ho letto ti fornisco la mia impressione.