Titolo: Joyland
Titolo originale: Joyland
Serie: Autoconclusivo
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Thriller
Lingua Edizione: Italiano
Data d’uscita: 2016
Pagine:355
ISBN: (ISBN se c’è)
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Sinossi:
Estate 1973, Heavens Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perché la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw, che gli affitta una stanza, ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall’ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, è rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heavens Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.
Opinione:
Partiamo dal punto di vista narrativo. Con uno stile veloce e raramente verboso, Joyland si presenta molto bene. È come se King abbia fatto una revisione del proprio stile nel tempo ma non solo nella forma, anche e soprattutto nella sostanza. Pare si sia reinventato ed è una cosa davvero pazzesca da notare. Joyland si presenta bene, spigliato, dinamico, gradevole e curioso. Per oltre 200 pagine entrerete in un mondo che pochi conosco: quello della gestione di un piccolo parco divertimenti. Apparentemente non avrete nessun mostro a disturbare la vostra esplorazione, il vostro viaggio. Avrete un omicidio ma per lo più rimarrà sullo sfondo. É proprio questo che sposta Joyland nel genere thriller.
É una storia molto bella, sulla vita delle persone (come spesso accade in King). Questo fatto, tra l’altro, mi sta facendo sorgere il desiderio di leggere “L’Ombra dello Scorpione” ma vedremo.
E la parte thriller? Il racconto dissemina in più parti “anomalie” che il lettore deve affrontare e a cui implicitamente deve dare un senso (il protagonista potrebbe non farlo…il lettore sì). É un lento climax …silenzioso, strisciante, implacabile.
