Goliarda Sapienza, Il filo di mezzogiorno (epigrafe)

Non andare fra le viti nel filo di mezzogiorno: è l’ora che il corpo dei defunti, svuotati della carne, con la pelle fina come la cartavelina, appaiono fra la lava. È per questo che le cicale urlano impazzite dal terrore: i morti escono dalla lava, ti seguono e ti fanno smarrire il sentiero e: o morirai di sete fra gli sterpi disseccati dal sole − sterpo secco pure tu − o penserai sempre a loro smarrendo il senno.

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un poco pesantina

A me piace. Ha un che di decadente.

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