Buick 8 di S. King

Titolo: Buick 8
Titolo originale: From a Buick 8
Serie: Autoconclusivo
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Horror
Lingua Edizione: Italiano
Data d’uscita: 2020
Pagine: 448
ISBN: 9788868365998

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Sinossi:
Dal genio narrativo di Stephen King, un’altra “cosa” che invece vive e respira, alternando, come un animale, lunghi periodi di letargo a fasi di violenta attività: è la Buick 8 color blu notte parcheggiata in un capannone dietro la stazione di polizia della squadra D. Una presenza sorniona e inquietante che ha mutato completamente la squadra stessa: c’è chi se n’è andato, chi l’ha sostituito, chi è sparito, ma tutti - come in un clan - tacciono e stanno all’erta… perché è l’unico comportamento da adottare quando un mistero insondabile e letale invade la normalità…

Opinione:
Ecco, dopo molti romanzi belli mi sono imbattuto in questo (più recente) che mi è piaciuto molto di meno. La storia, è abbastanza elementare: narra di una macchina soprannaturale (il primo fu Christine. La macchina infernale), e come questo è ambientato in Pennsylvania. In teoria ci sarebbe anche “Miglio 81” che ho gradito molto di più ma cosa c’è che non mi è piaciuto?

Nel suo continuo rimpallarsi tra “presente-passato-presente-passato”, King costruisce dei dialoghi a volte troppo prolissi (qui sì) e crea dei rallentamenti narrativi che alla lunga finiscono per diventare stressanti. Il capitolo finisce “sul più bello” e poi, quello successivo, riprende da un’altro punto storico e con la lentezza precedente. Un meccanismo di questo tipo, ma molto meglio congegnato era presente anche ne “Le Notti di Salem” ma devo ammettere con molta meno frustrazione perché c’era un andamento narrativo più allegro.

Qui no, qui tutto scorre più piano e quindi ho apprezzato meno questa tecnica di scrittura. Il finale, così come ciò che accade a Mister D, sono molto suggestivi ma nel complesso mi ha entusiasmato molto meno degli altri.