Spazio 1999, nel cuore di Gabriela

Gabriela GuidettiTra gli episodi più felici della sua lunga militanza nell’ambito del fandom fantascientifico italiano Gabriela Guidetti ricorda l’emozionante incontro e la cena nel 2005 (insieme ad altri componenti del fan club italiano Moonbound ’99 dedicato soprattutto a Spazio 1999) a casa dell’attrice inglese Ziena Merton, che impersonava l’informatica Sandra Benes nell’equipaggio di Base Alpha della sopracitata serie televisiva degli anni ‘70. Attualmente Gabriela prosegue nella sua attività di collaboratrice di Moonbase ’99, l’ex Moonbound ’99. Vale la pena di ricordare che il Club è al lavoro per organizzare la SpaceCon 4 che si terrà dal 2 al 4 settembre prossimi a Modena. Con grande piacere, interesse e curiosità ci siamo fatti raccontare il percorso di Gabriela nell’ambito della sf che, tra l’altro, si accomuna e si intreccia con quello di tanti di noi, affezionati fan della fantascienza vintage.

Gabriela anzitutto parlaci un po’ di te…
Sono nata a Modena il 18 marzo del 1955. Ho frequentato il Liceo classico e mi sono laureata in Economia e Commercio. Dopo anni presso importanti aziende del territorio, ora sono in pensione. Sono sposata ed ho un figlio, consumo fantascienza fin dai tempi del liceo. Sono cine-dipendente e divoro film di genere fantastico, horror e thriller. E il cinema coreano. Amo i libri e lo stile di Murakami. Sono una sportiva da divano, e guai a disturbarmi durante una gara di Formula 1 perché noi di Modena abbiamo la Ferrari che ci scorre nelle vene. Ho scritto alcuni racconti e un libro inedito giunto in finale al primo Premio Solaria. Dedico molto del mio tempo al volontariato in associazioni di utilità sociale e culturale. Collaboro, fin dai tempi in cui si chiamava Moonbound, con la SpaceCon, la convention dedicata al mondo di Gerry Anderson e al fandom in generale. Scrivo di cinema, odori e fragranze. Ho pure scritto di softair perché i miei due uomini di casa da una decina di anni una domenica sì e una no si travestono da sniper. E certe volte anche da pistoleri in stile western spaghetti.

Dopo questa bella panoramica personale passiamo al tema specifico della sf, c’è un momento particolare della tua vita che ti collega ad essa?
La mia passione per la fantascienza ha origini lontane. Mio padre mi portava fin da piccola a vedere i classici del genere. Avevo dieci anni quando entrai in un cinema per assistere in prima visione a 2001, odissea nello spazio. Tra gli anni ‘60 e ‘70 passavano sceneggiati di culto come A come Andromeda e serie come Ai confini della realtà, Ufo e Spazio 1999. Appuntamenti per me imperdibili! Mio zio materno inoltre era un divoratore di Urania. Quando ero un’adolescente le copertine di quei libricini mi inquietavano, ma ero tanto curiosa che chiesi allo zio di leggerne uno. Scelsi Gli invasati, di Finney. Dopo qualche notte insonne capii che avrei amato per sempre la fantascienza.

E poi sei diventata un’attivista del fandom, soprattutto attraverso quello delle serie tv.
Sì anche se l’amore per Star Trek è nato molto dopo, quando la serie arrivò in Italia nei primi anni ‘80. A differenza di oggi, in quei tempi internet non era alla portata di tutti quindi era molto faticoso avere informazioni sulla fantascienza, considerata un sottogenere rispetto al mainstream culturale. Ero riuscita a mettermi in contatto con le prime fanzine amatoriali italiane e ad abbonarmi a riviste made in Usa che mi costavano cifre esorbitanti. Per puro caso nei primi anni ‘90 trovai l’indirizzo dello Stic, lo Star trek italian club. Mi iscrissi e nel 1994 partecipai alla mia prima Sticcon. Era a Viareggio.

Cosa ricordi di quella esperienza?
Mi si aprì un mondo che non immaginavo, il grande universo del fandom. L’anno dopo partecipai anche al concorso letterario e vinsi alla Sticcon, con mia grande sorpresa, il primo premio con il racconto Playback. Col tempo iniziai a collaborare con lo Stic come coordinatrice nazionale soci e responsabile del gruppo di trekker della provincia di Modena, la Pioneer Squad. Organizzavamo eventi in discoteca, eravamo presenti con banchetti in occasione di fiere e convention. E’ stato un periodo molto intenso ed emozionante. Poi con la nascita di mio figlio ho messo in pausa la mia collaborazione con il Club.

Invece quando nasce l’impegno con Moonbound ’99?
Un membro del gruppo di Modena, Giuliano Space:1999 Frattini, proprio in quel periodo stava provando a raccogliere dei fan di Gerry Anderson per organizzare degli incontri dedicati a Ufo e Spazio 1999. Io e mio marito Mario eravamo appassionati delle serie, eravamo molto amici di Giuliano e avevamo già una certa esperienza in fatto di eventi e convention. Così abbiamo aderito al suo progetto. Anche se nostro figlio era ancora molto piccolo siamo riusciti a combinare gli impegni familiari con questa nuova avventura nel fandom che perdura anche oggi.

Qual è il tuo ruolo nel Club?
Fin dalla prima edizione mi sono occupata della segreteria. In occasione delle convention mi trovate sempre alla reception ad accogliere i partecipanti, a distribuire il materiale per gli iscritti, a registrare nuovi ingressi e a gestire tutte le richieste di servizio. Curo anche la preparazione delle schede ospiti e dei comunicati stampa. In alcuni casi mi sono anche occupata del primo contatto con gli ospiti italiani. Nell’edizione che è coincisa con l’avvento del covid, ho coordinato e gestito il concorso letterario “Premio al lettore di fantascienza”, organizzato in collaborazione con WorldSF Italia e vinto dalla bravissima Valeria Barbera. Il prossimo settembre ci riproviamo con una convention in presenza, la SpaceCon 4, sempre a Modena.

Cosa prevede il programma?
SpaceCon 4 Tutte le informazioni utili sono visibili cliccando qui. Il programma è ancora provvisorio, ma abbiamo alcune certezze. Sarà presente di persona Gianni Giuliano, doppiatore di Paul Morrow di Spazio 1999. Invece sarà in collegamento in diretta con noi nientedimeno che Barbara Bain, Helen Russell di Spazio 1999. A causa dell’età, del rischio covid e della distanza, l’attrice che vive a Los Angeles non partecipa alle convention di Spazio 1999, quindi per noi è un grande onore averla almeno in video! Avremo una diretta anche con Ottavia Piccolo, grande attrice di cinema e teatro e voce della principessa Leia di tutti i film di Star Wars in cui è apparsa Carry Fisher. In contemporanea si terrà la YavinCon del club Yavin 4 dedicato a Star Wars, con il suo presidente Filippo Rossi e un’anteprima della WestCon, un progetto dell’associazione di softair Black Dogs di Modena che vorrebbe raccogliere gli appassionati del cinema western, in particolare del cosiddetto spaghetti-western. Con la speranza magari di avere ospiti nei prossimi anni alcuni protagonisti di quel glorioso genere cinematografico.

Immagino che, in veste di dirigente di Moonbase ‘99 e di organizzatrice di eventi, negli anni hai avuto modo di incontrare tanti attori e personaggi di Spazio 1999 o di altre serie collegate al mondo creato da Gerry e Silvia Anderson quali ricordi con maggiore simpatia? C’è qualche episodio che ti piace citare?
La lista è molto lunga. Sono stati tanti gli ospiti italiani e stranieri che ho avuto l’onore di conoscere, ma la persona che ricorderò sempre e con infinito affetto è Zienia Merton, l’incantevole Sandra Benes di Spazio 1999. L’attrice, che ci ha lasciato nel 2018, è stata nostra ospite a Modena per due volte, nel 2001 e nel 2004. L’ho inoltre incontrata in alcune convention del Fanderson in Inghilterra. In occasione di Destination Moonbase Alpha del 2005 Zienia invitò me, mio marito, Giuliano e altri tre membri di Moonbound ’99 a cena a casa sua. Non ci credevo! Ero a casa di Sandra Benes di Spazio 1999! Ed era lei a servirci a tavola! Fu una serata memorabile. Non chiedetemi cosa ho mangiato, perché ero talmente emozionata che non lo ricordo. Era tutto buono, questo lo rammento. Ma l’ingrediente speciale era l’essere seduti a tavola ad ascoltare le bellissime storie di Zienia. In intimità e tranquillità, come in una normale serata tra amici.

Che differenza trovi tra la sf vintage – sia cinematografica, televisiva o scritta- di quegli anni e quella attuale?
Della fantascienza letteraria amavo il genere cosiddetto sociologico. Ero una fan di Ballard e Dick. Condominium e Ubik erano i miei libri del cuore. Poi con gli anni mi sono allontanata dalla fantascienza letteraria. Ora i miei amori letterari affondano le radici nell’horror d’autore, come John Ajvide Lindqvist o nel realismo magico come i capolavori di Haruki Murakami. Ho cambiato decisamente gusti. Dalle elucubrazioni Dickiane allo stile minimalista giapponese e nordico. Però ultimamente per un articolo che stavo scrivendo sull’odore nella fantascienza, ho scoperto un giovane scrittore francese di fantascienza, Oliver Paquet che ha scritto Sinestesia, un racconto molto interessante e innovativo.
Per quanto riguarda il cinema e le serie tv, purtroppo devo ammettere che i miei film di culto si fermano alla saga di Alien, a la Cosa di Carpenter e a Starship Troopers. E come serie tv arrivo a Battlestar Galactica del 2004 e mi fermo lì. Per quanto abbia un figlio che si occupa proprio di motori grafici di realtà virtuale, penso che non si possa ridurre tutta la storia a un enorme effetto speciale. Sono da anni passata al genere horror, dove trovo più emozioni, sia al cinema che in tv. Delle pellicole recenti di fantascienza che mi hanno colpito potrei citare Source Code e Edge of Tomorrow. Con una menzione speciale a Predestination, del 2014, tratto dal racconto di Heinlein, Tutti voi Zombie.

Hai scritto racconti, sono fanfiction oppure riguardano altro?
A parte la fanfiction, Playback che dicevo prima per il resto si tratta di opere di fantasia, slegate da serie o produzioni cinematografiche. Come il mio racconto “Il ritorno del Drake”, che fa parte dell’antologia fantastica “L’ombra del Duomo”, dedicata a Modena e pubblicata da Larcher Editore nel 2006.

Collabori anche con magazine di settore?
Da tempo. Due miei pezzi dedicati a Io sono leggenda e Vincent Price sono stati pubblicati su altrimondi.org nel 2020. Sempre nell’anno segnato dal lockdown ho fatto un veloce excursus nel mondo dei drabble con “Il Parco”, pubblicato su altrimondi.org nella rubrica cento parole. Devo però confessare che da una decina di anni il mio interesse per la scrittura ha prodotto pezzi di tutt’altro genere. Ho collaborato con webzine e blog in altri settori e dal 2021 faccio parte della redazione di una rivista trimestrale solo cartacea, registrata, emanazione di un’associazione che si occupa della cultura dell’olfatto e dei profumi. La rivista si chiama Smell Magazine ed è diffusa in un ambiente di addetti ai lavori. Scrivo degli odori nel cinema nella mia rubrica Odorama. Nel numero dell’estate 2021 ho pubblicato due pezzi diversi dal solito: uno dedicato all’odore dello spazio e l’altro all’odore nella fantascienza letteraria. Proprio di questi articoli ho parlato il 4 giugno scorso, sul canale web Universal Talk, in occasione di una lunga chiacchierata con Marina Perrotta.

E del tuo romanzo giunto in finale al Premio Solaria cosa ci puoi dire?
Il romanzo si chiama Nata da Madre ed è ancora inedito. Era un romanzo scritto con un vecchio computer e stampato ancora su una stampante ad aghi. Lo inviai al primo Premio Solaria di Fanucci del 2000. Con molto stupore ricevetti la lettera che mi informava che ero entrata tra i finalisti. Non vinsi ma fui contattata dalla redazione di Solaria perché erano interessati a pubblicarlo. Poi la redazione cambiò, il tempo passò e il romanzo è ancora lì in uno scaffale della libreria.

Quindi è rimasto inedito. Qual è la trama? In quale genere di sf si colloca?
Era andato a finire nel mio cassetto mentale dei fogli dimenticati. Grazie per avermelo ricordato. Probabilmente letto ora fa sorridere perché è stato scritto alla fine degli anni ‘90 e da allora tante cose sono cambiate. La storia narra di un futuro lontano in cui le persone vivono una vita ricca, tecnologica e apparentemente appagante. Ma non esistono più i legami sentimentali, accusati dalla storia di essere stati la causa di una ormai dimenticata catastrofe che ha mutato radicalmente le abitudini sociali. Solo una donna molto anziana ha memoria di quello che è realmente successo e ha lasciato dei segni sparsi in immagini e vecchie registrazioni, sperando che un giorno una predestinata li trovasse e potesse arrivare a lei, l’ultima persona nata da madre.

Da qualche tempo hai lasciato il lavoro, ti dedichi anche ad altre attività?
Ora che sono in pensione posso dedicare il mio tempo al volontariato. Faccio parte del Consiglio direttivo provinciale della sezione modenese di Aism, l’Associazione italiana sclerosi multipla e sono nel Consiglio di zona di Modena di CoopAlleanza 3.0, la struttura locale a sostegno delle attività delle associazioni modenesi. Inoltre faccio parte del Consiglio direttivo dell’associazione Orablù, che si occupa di diffondere la cultura dell’olfatto e del profumo tramite corsi, eventi e pubblicazione di settore, L’associazione è attiva dal 2009 e, come anticipavo precedentemente, dal 2021 pubblica la rivista cartacea Smell Magazine, della cui redazione faccio parte. In tutto questo bailamme trovo ovviamente sempre il tempo per dedicarmi anche alla Space Con, la nostra convention. Un appuntamento che mi tiene legata al mondo del fandom, un mondo dove ho conosciuto tanti amici e, soprattutto, mio marito Mario. Dove è cresciuto nostro figlio, masticando pane e Star Wars mentre giocava con i modellini dei Thunderbirds.


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