Turgot, il ministro 49enne cacciato in Francia, aveva in realtà di molto migliorato la disastrosa situazione economica francese. Lui era un fisiocratico, termine oggi caduto in disuso. In sintesi, in economia sosteneva il ruolo centrale dell’agricoltura, base e fonte di ogni ricchezza. Oggi è facile dire che magari, forse, sbagliava, oggi che in agricoltura, ad esempio in Italia, lavora il 4% della forza lavoro (ma nella UE siamo più o meno là).
Però al tempo era tutto un altro discorso. Come ricorda bene il prof. Barbero da Cattelan, il raccolto dell’anno avrebbe determinato gloria o sventura per intere Nazioni. Tutti al tempo, dai potenti a soprattutto i poveracci, tenevano d’occhio come andava il raccolto. Se andava male, per i primi c’era il rischio di rivolte, per i secondi, la fame.
Oggi di come vada il raccolto, per la gran parte di noi, ce ne sbattiamo; al limite ne sentiamo vagamente parlare e poi porconiamo se vediamo l’olio d’oliva alle stelle o chissà cos’altro.
Turgot era anche uno favorevole al libero scambio, al mercato che si regola da sè, ma ebbe pure una gran sfiga. Perchè un conto è la teoria, come quella di Adam Smith, bella, lineare, pulita (Smith non mise mai nulla in pratica), in conto la vita di tutti i giorni e la sfiga.
Il raccolto del '74 era andato male. Poco grano vuole dire grano caro, e prezzo del pane in aumento, e terrore per i poveracci.
Si ha un bel dire che il mercato si autoregola, in un mondo asettico o di formiche (o api), ma qua parliamo di persone, ed è per quello che dissi che l’economia va “smorzata” dall’azione politica o morale.
Oppure, certo, si possono seguire le regole del mercato: il prezzo è troppo alto, la domanda cala (cala perchè i possibili acquirenti non possono permetterselo e muoiono, loro, i loro figli, le loro famiglie), di conseguenza se la domanda cala l’offerta diventa sovrabbondante e il prezzo pure cala, secondo le consuete leggi dell’economia (che rimangono valide, si capisca).
Peccato dunque che poi arrivi la realtà, nella sua violenza. Turgot ordinò che il mercato decidesse il prezzo, e che i primi disordini venissero messi a tacere (questo nel ‘75). Invece i saccheggi continuarono: assalti ai mugnai, risse nei mercati, fino a che migliaia di persone si radunarono a Versailles non tanto per fare la Rivoluzione (troppo presto) ma solo per chiedere al Re un prezzo imposto e calmierato. Cosa che il re concesse. I tumulti in realtà continuarono ancora un po’, nella cosidetta Guerra delle Farine.
Ma tornando a noi, Turgot venne esautorato nel '76. Pestava troppi piedi importanti e si era messo contro i ricconi, i nobili, il clero (tutti esentasse), pure la Regina Maria Antonietta. Voleva fare troppe riforme, che avrebbero fatto pagare anche i magnaschei, o togliere troppi privilegi, e allora la sua sorte era segnata. Certo, pure la sorte della Francia era segnata, con l’economia non si scherza e fu di nuovo disastro, negli anni seguenti.
Turgot ne fu amareggiato e come riporta anche Wiki, lasciò uno scritto profetico:
" Sua Maestà ha bisogno di una guida più lungimirante per evitare gli errori di Carlo I Stuart (ex re di Inghilterra, a suo tempo), finito decapitato, e del sanguinario Carlo IX (di Francia). Non dimenticate, Sire, che fu la debolezza a mettere la testa di Carlo I sul ceppo e a rendere crudele Carlo IX."
Adam Smith era stato in Francia, anche lui era favorevole al libero scambio e al potere equilibrante del mercato, ma come è noto lui metterà il lavoro alla base di tutta l’economia, e come fonte di ogni ricchezza, che è un po’ quello che facciamo noi, tanto da metterlo anche nel primo articolo della nostra Costituzione.