La Storia col Tob

Ti spiega anche l’ossessione per le armi degli statunitensi.
Perché è proprio questo concetto che sta alla base degli attuali problemi sul tema.

Aggiungo che la differenza principale tra la situazione americana ed altre simili (in cui alla gente giravano i maroni) e che l’America era bella distante.
Quindi se avevi in loco un generale capace ed eri svelto a risolvere il problema, te la cavavi, altrimenti nel lungo periodo ti trovavi senza rifornimenti e anche senza ordini dall’alto.

Alla fine quella americana diventa un modello rivoluzionario; gruppo di sognatori e disperati che fuggono dalla propria società e cercano di creare un luogo migliore in cui vivere, riuscendoci perché il luogo è sufficientemente lontano.
Facendo un parallelo con la fantascienza, questo è modello utilizzato da K.S. Robinson nella trilogia di Marte.

Come detto, tempi duri per Washington e gli USA. La prima grande battaglia, a Long Island, va malissimo. Washington, peraltro in netta inferiorità numerica, pensava che i britannici avrebbero attaccato a Manhattan, facendo un diversivo su Long Island. Invece no. Cercò poi di accorrere da Manhattan a Long Island, accortosi dell’errore, ma ormai la frittata era fatta.
Riuscì solo a ritirarsi lemme lemme, di notte, senza fare rumore.
Detto poi di una strana battaglia navale su un lago (lago grande 4 volte il Garda, comunque), arrivò uun’altra sconfitta importante a White Plans: il comandante Howe, per i Britannici, forse attese troppo per il colpo di grazia e di nuovo Washington e i suoi riuscirono a ritirarsi.
Ovviamente tra le fila USA sconforto, demoralizzazione, truppe che se ne vanno (truppe comunque già di loro poco più che dillettantesche, in molti casi).
Con i Britannici combattevano anche dei mercenari tedeschi, gli Assiani, perchè provenienti dall’Assia (in teoria, ma arrivavano da molti posti diversi).
Gli Assiani erano professionisti e cattivi. Durante la guerra alcuni diserteranno e alla fine alcuni rimarranno a vivere in USA, ma ora era temuti, spietati e odiati.

E dunque ha più valore il colpo di coda di Washington a fine anno, che attraversò a sorpresa il Delaware (fiume), immortalato in ciò in vari dipinti, e sorprese una guarnigione tedesca, con le braghe calate.
Nel senso che ci furono pochissimi morti e praticamente tutta la truppa tedesca presente (un migliaio) venne fatta prigioniera. Cosa forse più importante, i soldati di Washington poterono razziare tutto il ben di dio presente: cibo, vestiti, generi di conforto, coperte…
La vittoria (fu la vittoria di Trenton) ebbe un’eco enorme: si poteva vincere, il nemico poteva essere battuto, il morale andò alle stelle e tanti a questo punto si reclutarono.

C’era un altro grosso problema per Washington, però, cioè il vaiolo. Mentre le truppe britanniche erano praticamente immuni (e pure Washington, che era stato contagiato da ragazzo), il vaiolo faceva strage tra gli americani, che non lo conoscevano o meglio non lo conoscevano i loro sistemi immunitari.
Il vaiolo faceva strage, moriva il 20-30% dei contagiati. Nel Settecento il vaiolo, in tutto il mondo, era la malattia n.1, probabilmente. Il vaccino arriverà a fine Settecento, il primo vaccino, peraltro.

A Milano bruciò il Teatro della città, il Teatro Regio Ducale, forse pure perchè il Governatore dimorava là vicino e si era un po’ rotto degli schiamazzi, chissà.

Fatto sta che al suo posto vennero autorizzati due nuovi teatri, ma non nello stesso posto di prima: il Nuovo Regio Ducal Teatro (oggi noto come La Scala) e il Teatro della Cannobiana, oggi Teatro Giorgio Gaber.

Per quanto strambo, è il 31enne Volta che scopre il metano. Ovviamente, qualcosa era conosciuto da sempre, ma è lui che lo scopre e lo “definisce”, studiandolo dalle parti del Lago Maggiore. Si pensava avesse origine minerale, ma è lui che ne raccoglie delle bolle, capisce che è infiammabile, inodore, incolore, e che secondo lui è dovuto alla decomposizione di animali o vegetali. Per il nome “metano”, però, bisognerà aspettare ancora un secolo circa.
Non sapevo che, estraendo il petrolio, quasi sempre “si butta via” il metano, bruciandolo e buonanotte, e che un buon 60% del metano estratto fa questa fine, brucia, inquina (ma bruciato inquina meno, pare), e ciao. Perchè è pure un potente gas serra.

Oppure era la solita pastetta per fregare l’assicurazione…

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Casanova è di questo periodo, ha 51 anni nel '76, fa una vita avventurosa e molto girovaga e tutte quello che si dice delle sue conquiste era ed è vero, le donne facevano la fila per accoppiarsi con lui.
Le sue Memorie saranno certamente romanzate, non si sa fino a che punto vere, ma data la franchezza dello scritto (si dice, non le ho lette), si tende a darle per vero.
Da giovane fu a Padova (era veneziano), disse di essersi pure laureato, ma questo oggi verrebbe escluso. Viene descritto come un giovane alto quasi due metri, bello, spalle larghe, vita stretta; anche se di umili origini era curioso e imparò molto, pure a suonare il violino. Come noto, nel '55 era finito in galera a Venezia, ai famosi Piombi, e da subito aveva cominicato a pensare all’evasione. Perchè venne arrestato non si sa, c’è chi dice perchè fornicava con donne sposate, ma in quel periodo del Settecento tutti fornicavano e per molte donne sposate era “normale” avere un amante, a volte ufficiale (ed era vero pure il contrario).
Una volta fuggito, dovette scappare dalla Repubblica di Venezia e vagare per l’Europa, dove conobbe molte persone famose, pure quel celebre e fascinoso imbroglione di Cagliostro. Fu infine graziato nel 1774 e tornò in quell’anno nella Repubblica, e là finiscono le sue memorie, dedicate evidentemente al suo migliore periodo. Ne combinerà altre, nel 1783 dovrà andare di nuovo in esilio, per mai più tornare e morire nell’attuale Rep. Ceca nel 1798.

Leggo su Wikipedia che conobbe anche Rousseau, Voltaire, Mozart e Benjamin Franklin, tra i tanti.

Turgot, il ministro 49enne cacciato in Francia, aveva in realtà di molto migliorato la disastrosa situazione economica francese. Lui era un fisiocratico, termine oggi caduto in disuso. In sintesi, in economia sosteneva il ruolo centrale dell’agricoltura, base e fonte di ogni ricchezza. Oggi è facile dire che magari, forse, sbagliava, oggi che in agricoltura, ad esempio in Italia, lavora il 4% della forza lavoro (ma nella UE siamo più o meno là).
Però al tempo era tutto un altro discorso. Come ricorda bene il prof. Barbero da Cattelan, il raccolto dell’anno avrebbe determinato gloria o sventura per intere Nazioni. Tutti al tempo, dai potenti a soprattutto i poveracci, tenevano d’occhio come andava il raccolto. Se andava male, per i primi c’era il rischio di rivolte, per i secondi, la fame.
Oggi di come vada il raccolto, per la gran parte di noi, ce ne sbattiamo; al limite ne sentiamo vagamente parlare e poi porconiamo se vediamo l’olio d’oliva alle stelle o chissà cos’altro.
Turgot era anche uno favorevole al libero scambio, al mercato che si regola da sè, ma ebbe pure una gran sfiga. Perchè un conto è la teoria, come quella di Adam Smith, bella, lineare, pulita (Smith non mise mai nulla in pratica), in conto la vita di tutti i giorni e la sfiga.
Il raccolto del '74 era andato male. Poco grano vuole dire grano caro, e prezzo del pane in aumento, e terrore per i poveracci.
Si ha un bel dire che il mercato si autoregola, in un mondo asettico o di formiche (o api), ma qua parliamo di persone, ed è per quello che dissi che l’economia va “smorzata” dall’azione politica o morale.
Oppure, certo, si possono seguire le regole del mercato: il prezzo è troppo alto, la domanda cala (cala perchè i possibili acquirenti non possono permetterselo e muoiono, loro, i loro figli, le loro famiglie), di conseguenza se la domanda cala l’offerta diventa sovrabbondante e il prezzo pure cala, secondo le consuete leggi dell’economia (che rimangono valide, si capisca).
Peccato dunque che poi arrivi la realtà, nella sua violenza. Turgot ordinò che il mercato decidesse il prezzo, e che i primi disordini venissero messi a tacere (questo nel ‘75). Invece i saccheggi continuarono: assalti ai mugnai, risse nei mercati, fino a che migliaia di persone si radunarono a Versailles non tanto per fare la Rivoluzione (troppo presto) ma solo per chiedere al Re un prezzo imposto e calmierato. Cosa che il re concesse. I tumulti in realtà continuarono ancora un po’, nella cosidetta Guerra delle Farine.

Ma tornando a noi, Turgot venne esautorato nel '76. Pestava troppi piedi importanti e si era messo contro i ricconi, i nobili, il clero (tutti esentasse), pure la Regina Maria Antonietta. Voleva fare troppe riforme, che avrebbero fatto pagare anche i magnaschei, o togliere troppi privilegi, e allora la sua sorte era segnata. Certo, pure la sorte della Francia era segnata, con l’economia non si scherza e fu di nuovo disastro, negli anni seguenti.
Turgot ne fu amareggiato e come riporta anche Wiki, lasciò uno scritto profetico:

" Sua Maestà ha bisogno di una guida più lungimirante per evitare gli errori di Carlo I Stuart (ex re di Inghilterra, a suo tempo), finito decapitato, e del sanguinario Carlo IX (di Francia). Non dimenticate, Sire, che fu la debolezza a mettere la testa di Carlo I sul ceppo e a rendere crudele Carlo IX."

Adam Smith era stato in Francia, anche lui era favorevole al libero scambio e al potere equilibrante del mercato, ma come è noto lui metterà il lavoro alla base di tutta l’economia, e come fonte di ogni ricchezza, che è un po’ quello che facciamo noi, tanto da metterlo anche nel primo articolo della nostra Costituzione.

La ricchezza delle nazioni, di Adam Smith, ce l’ho a casa, sono due bei libroni (totale oltre 1.200 pagine) che lentamente mi sto leggendo, purtroppo il tempo per le letture è sempre spaventosamente poco, e si va avanti a spizzichi.
Non ha grafici, ha pochissimi o nulli dati, è insomma figlio del suo tempo. Lo ritengo, per quel poco che ho letto finora, assolutamente illeggibile se non si ha interesse o passione per l’economia.
Libro che è stato commentato da fior fiore di premi Nobel, dunque non c’è nulla da aggiungere.
E’ strutturato su più libri (cinque) dove il nostro mette nero su bianco anni e decenni di riflessioni. Fa sensazione che molto di ciò che scrive è “esatto” , vale ancora oggi.
Sulla produttività, dice che aumenta se i lavoratori si specializzano, fanno cioè solo una piccola parte del “processo produttivo” (non ricordo se lo chiama così), e fa l’esempio della fabbrica di spilli. L’ho letto, questo, e forse fa qualche errore di algebra, ma il senso torna e l’esempio comunque funziona.
Aggiunge che la produttività aumenta grazie ai macchinari, ma anche grazie alla destrezza ed esperienza dei lavoratori, le stesse parole che troviamo in manuali del 2026.
Sugli altri libri vado a volo d’uccello, devo leggerli, ma intuisce che il capitale accumulato aumenta la capacità produttiva di una nazione, non mette formule ma concetti.
Pone il lavoro alla base della ricchezza. E’ favorevole alla concorrenza e contro monopoli o “corporazioni” (queste ultime presenti, al tempo), difende il libero mercato; il libero commercio tra le Nazioni porta vantaggio a tutte (qua però va contro il pensiero di Trump, semmai Trump riesca ad eleborare un qualche pensiero). Ma gli ostacoli al commercio riducono la ricchezza, afferma…chissà cosa penserebbe dei dazi dell’idiota.
Lo Stato DEVE intervenire, altrochè non deve, ma solo in alcuni ambiti. Vanno demandati allo Stato, infatti, dice, la difesa della nazione, la giustizia e pure le infrastrutture pubbliche (strade, porti, canali, etc..). Le tasse devono essere eque (buonanotte), ognuno deve poter contribuire secondo le proprie capacità, con tasse certe, semplici, prevedibili, comode.

Chissà cosa avrebbe pensato dell’attuale debito globale…

Come può essere sostenibile un’economia del genere?

Pittura

GUARDI ha 64 e continua imperterrito la sua iperproduzione, da Venezia, con vari “capricci”, tipo il bel Capriccio con edifici in rovina assaliti dai soldati.
GAINSBOROUGH 49enne è a Londra, per meglio vendere le sue opere, e si sta facendo un bel nome.
FRAGONARD ha 44 anni, a Parigi, il suo stile va ancora forte, ma tra non molto si imporrà lo stile neoclassico.
FUSSLI ha 35 anni, da qualche anno sta facendo il libertino a Roma.
GOYA ha 30 anni, è a Madrid e sta sgomitando per entrare a corte e farsi notare.Disegna cartoni per fare arazzi.
DAVID ha 28 anni. E’ in giro per l’Italia, tappa fondamentale di formazione.
UTAMARO in Giappone ha 22-23 anni. Non si sa molto.
HOKUSAI sempre in Giappone ha 16 anni. Fa l’apprendista..
BLAKE, anche scrittore, ha 19 anni. Sta facendo apprendistato da un incisore.
TURNER ha 1 anno, suo papà fa il barbiere.
CONSTABLE nasce in Inghilterra, da un ricco mugnaio.

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Scultura
CANOVA ha 19 anni. Sta ancora imparando, ma le prime opere giovanili dimostrano che ha già raggiunto un ottimo livello.

Musica
HAYDN ha 44 anni, per la seconda volta perde la casa per un incendio.
MOZART ha 20 anni, sempre costretto a stare a Salisburgo. Che siano da là nate le palle di Mozart, che vendono dappertutto a Salisburgo? (battuta)
Di lui ho sentito per quest’anno K 239, poi nominata da suo padre Serenata notturna. In tutta onestà l’ho trovata piuttosto noiosa. Leggo che un orecchio allenato e sapiente (non il mio) vi troverebbe scherzi e spiritosaggini varie, perchè pare che la scrisse quasi per dire, è questa la musica che volete? ma poi ci aggiunse di par suo.
BEETHOVEN ha 6 anni. La famiglia è in difficoltà per l’alcolismo del padre.

In casa, del 1776 ho anche due opere di BOCCHERINI, un artista di cui non seguirò le vicende (peraltro, molto tristi, porello). Qualcosa non è forse del ‘76, ma all’epoca non erano così gentili e precisi nel fornire dati.
La sua G. 497 l’ho trovata superiore all’opera di Mozart, se è permessa l’eresia, una breve sinfonia (16’ circa) decisamente più interessante. La G. 506 nota anche come La casa del diavolo è un’altra sinfonia di 16-17’, che ha dei momenti decisamente drammatici e dunque è forse più orecchiabile di altra produzione di altri artisti del periodo, produzioni che mi paiono un po’ esangui (ma era la moda del tempo).

1777

Vittoria americana a Princeton.
La bandiera a stelle e strisce diventa la bandiera ufficiale.
Vittoria britannica a Brandywine.
Volontari francesi con alla guida La Fayette sbarcano in America per aiutare gli insorti.
Dopo New York, gli americani perdono anche Philadelphia.
Vittoria americana a Saratoga.
York capitale americana.

Il banchiere svizzero Necker chiamato a sistemare le finanze francesi.
Alfieri: Della Tirannide.

La vittoria di Princeton, come quella del ‘76 a Trenton, fu più che altro una vittoria psicologica.
Capiamoci, gli Americani avevano delle truppe veramente sgangherate, che spesso fanno la fame, con rifornimenti a singhiozzo, dove ogni reggimento fa un po’ quello che ritiene, arruolamento volontario a scadenza, insomma un casino.
Potrebbe finire tutto con “beh, ci abbiamo provato, ma gli inglesi ci fanno un culo tanto, e allora ciaone, sapete che vi dico, me ne torno in fattoria e fatemi sapere”.
Dunque la vittoria di Princeton, di scarsa o nessuna importanza, se non per il fatto che Washington, pare, arrivò fino alla prima linea, per ravvivare gli animi, fu soprattutto una vittoria psicologica: gli inglesi invece possiamo batterli.
Propaganda, insomma, ma indispensabile.

Anche perchè poi venne persa Philadelphia, una mazzata, la città più grande dei neonati USA, dove era stata approvata la Dichiarazione d’Indipendenza, dove si riunivano…

E invece SARATOGA (composta da due battaglie, in due mesi diversi) fu invece LA VITTORIA, tanto che qualcuno dice oggi, una volta che gli USA vinsero a Saratoga, la guerra era vinta (col cavolo, magari, ma è bello dirlo).
Fu battaglia vera, gli inglesi fecero vari casini, e vennero sconfitti senza se e senza ma.
Trionfo USA.

Come detto, verrà dato il nome di Saratoga alla terza (ma in pratica, seconda) portaerei USA, classe Lexington, protagonista nella II GM, alla quale sopravvisse, per venire infine soppressa nel '46 (usata per test nucleari come bersaglio, poveraccia).
Eccola qua

Saratoga verrà chiamata anche la portaerei entrata in servizio nel '55 (fino al '94), fece tempo ad essere presente a Desert Storm nel '90.
Eccola qua, se non sbaglio si intravvedono a bordo degli F-14 Tomcat

La Saratoga è anche un’astronave del mondo di Star Trek, classe MIranda.

Da noi la Saratoga è ovviamente il silicone sigillante, ma questa la capiscono i più anzianotti

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Oddio, me la ricordo, sono davvero vecchio. :sweat_smile:

Nel '77 le 13 Colonie come accennato cambiano bandiera, passando da questa

a questa

Notate come le stelline siano in effetti 13.

Mi hai fatto tornare in mente quello che si dice a proposito dei bottoni sulla patta dei pantaloni della divisa dei marinai americani: sarebbero 13 proprio per ricordare le prime 13 colonie. Se ne accenna in “Operazione Sottoveste”, e mi pare di averlo sentito anche nel programma tv “Affari di famiglia” (Pawn Stars).

A fine '77 Washington si fermò a svernare a Valley Forge, una zona poi passata anche questa nella mitologia USA (che in fondo, porella, ma è questa la Storia più vecchia che hanno).
L’esercito come detto era volonteroso, più che costituito da volontari: una specie di Armata Brancaleone, mal vestita, peggio nutrita, assediata da ogni malattia. Un buon 20% dell’esercito non sopravvisse all’inverno '77-'78.
Qua entra in campo un personaggio da film, il “barone” von Steuben, un prussiano per niente nobile, ma si era fatto lui un falso albero genealogico. Costui era veramente stato un guerriero, quello sì, ma era poi stato anche uno che elemosinava un impiego, una volta licenziato dall’esercito.
Con un colpo di fortuna che pare un film, conobbe il ministro “della difesa” francese, che pensò di presentarlo a Beniamino Franklin (che abbiamo visto, era in Francia per chiedere aiuto).
Franklin gli fece una lettera di raccomandazione e lo spedì in USA.
Non capiva nulla di inglese, il von Steuben, ma aveva i traduttori. Arrivò dunque a Valley Forge, e trovò il disastro, altro che l’esercito dipinto da Franklin, era un’accozzaglia di sfigati.
Addestrare 10.000 soldati in un inverno era impossibile, ebbe la geniale intuizione di addestrarne un centinaio, e poi questi avrebbero addestrato altri, e così via.
Formò degli istruttori, insomma. Inoltre stabilì regole che verranno seguite dagli USA per decenni, e un manuale bellico in uso per una 40ina d’anni. Era un fanfarone, ma anche un uomo di buonsenso…stabilì che le cucine e le latrine dovevano avere la massima distanza tra loro (figurarsi veramente cosa aveva trovato). Insegnò a sparare, a ricaricare, a usare la baionetta, soprattutto.
Insomma alla fine addestrò un esercito. E alla fine rimase per sempre negli USA.

Interessante, non ricordo di averne mai sentito parlare.

Tra le varie malattie di allora che facevano strage (tifo, difterite, vaiolo) e per le quali abbiamo i vaccini, il vaiolo era forse la più midiciale, uccidendo il 20-30% dei contagiati.
In attesa di un vaccino (ma ovviamente nessuno aveva mai sentito parlare di vaccini, non esistevano, e non sapevano che sarebbe arrivato tra 19 anni), esisteva la misconosciuta pratica della Variolizzazione, o Vaiolizzazione.
Ossia, o si faceva entrare in contatto il sano con un malato in forma lieve (incrociando le dita) o si iniettava, coi rudimentali mezzi di allora, l’estratto delle lesioni del vaiolo nel corpo di un uomo sano.
Perchè si faceva questa follia?
Semplicemente perchè ci si era accorti, ancora secoli prima, in Cina, che i morti così scendevano dal 20-30% al 2%. Il rischio, certo, era di contagiare e fare fuori uno sano.
La pratica si era diffusa in Medio Oriente e infine nel Settecento qualcuno la praticava in Europa, seppure contro la medicina di allora, che era contraria.
Ci fu chi così immunizzò i suoi figli, o sè stesso, provando che funzionava.
In Italia era arrivata negli anni '60, ma riguardava sempre una microscopica frazione della popolazione, di solito, ovviamente, quanto meno benestante.
Anche in USA un medico illuminato la praticava, e riportò con attenzione i dati, tanto che, dice Wiki, abbiamo il primo STUDIO CLINICO della storia della medicina.
I dati erano chiari: 1,7% di deceduti tra i sani variolizzati. 17,14% morti tra gli ammalati di vaiolo conteggiati nello studio.

Ok, tutto sto preambolo, per quanto interessante, per dire che Washington (conosceva forse lo studio?), forse scoraggiato dal vedere morire i soldati più di vaiolo che per i proiettili, decise INCREDIBILMENTE di variolizzare tutto il suo esercito.
Eh sì, fu una cosa memorabile, spesso dimenticata nel raccontare le sue vicende, ma nel '77 fece variolizzare diecimila soldati. Gli effetti positivi li avrebbe visti in futuro, quando non ci sarebbe stata una defezione per morte da vaiolo di migliaia di suoi soldati. Corse un gran rischio? Hai voglia.
E Washington?
Lui da ragazzo era stato alle Barbados, e si era beccato il vaiolo. Sopravvisse, ne portò le cicatrici (allora tanta gente aveva le cicatrici da vaiolo) e divenne immune.

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La Fayette era in primis nobilissimo, ricchissimo e giovanissimo (20 anni), pieno di ideali che non vedeva l’ora di mettere in pratica. Sbarcò come volontario nel '77 e ad agosto incontrò Washington, che rimase travolto dall’entusiasmo del giovane.
In breve tempo la Fayette diverrà un suo uomo di fiducia, un combattente; passò pure lui l’inverno a Valley Forge; piccolo spoiler per dire che La Fayette sarà in qualche modo in mezzo a tutti i casini sia in America che in Europa, in futuro.