Fumetti: Addio ad Alfredo Castelli

Addio a un gigante del fumetto italiano.

È stato un brusco risveglio per gli appassionati di fumetto, quando è arrivata la notizia della morte di Alfredo Castelli, noto come ideatore di Martin Mystère, autore e promotore di alcune delle idee più innovative del fumetto italiano. Se infatti è facile ricordarlo per l'archeologo avventuriero in edicola dal 1982, bisogna ricordare che la fervida fantasia, curiosità e inventiva di Castelli lo hanno portato spesso a osare, sperimentare, pur rimanendo nel solco di una narrazione popolare e accessibile. Io ricorderò con piacere la verve... - Leggi l'articolo


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Grandissima perdita; Martin Mystere è sempre stato uno dei personaggi Bonelli da me preferiti e più riusciti, riusciva a mischiare archeologia misteriosa con fantascienza, fantasy, scienza e fatti storici; grazie al suo autore che a detta di molti (conosco qualcuno che l’ha conosciuto direttamente) era più colto della sua creazione.
Negli ultimi anni non ho preso il fumetto regolarmente, a causa del grande accumulo di carta nella mia casa, ma tutte le volte che l’ho preso l’ho sempre apprezzato! Una grandissima perdita per il fumetto italiano e per gli appassionati; da parte mia, tante e sentite condoglianze ai suoi cari. :cry:

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Noooooo :sob:

EH, se ne va un pezzo della nostra giovinezza. Non ho mai seguito il fumetto, ma nelle case dei miei amici c’era sempre, quello o Dylan Dog.

Lo ho conosciuto e incontrato più volte (visto che lavoro nel campo) oltre ad aver assistito a una deliziosa conferenza sui suoi inizi che ha tenuto a una Italcon a Fiuggi.
Sicuramente una persona gentile, simpatica e disponibile.
Di fumetti ne ha scritti tanti e tra le cose che leggevo sul Corriere dei Ragazzi ai tempi erano di sicuro tra le più divertenti quelle che scriveva lui.

Ecco poi c’è il discorso Bonelli che, personalmente, non mi trova in accordo con la maggioranza. Penso che il suo Martin Mystére abbia inaugurato il passaggio da un’era “ci ispiriamo a quello che ci piace e che piace” all’era “tanto vale copiare (trame e situazioni) perché così vendiamo” che la caratterizzata almeno da da Nathan Never in poi…

Anche moto Dylan Dog era così… Riciclava film su film

Vero. Verrebbe da dire che però l’arte è per lo più furto da altri.
Ma del resto, l’arte è ormai appannaggio solo degli hobbisti. Se devi vivere di arte, non fai più arte, diventa produzione in serie, per fare fronte ai ritmi e alle esigenze del pubblico.

Cosa dice la maggioranza?

La maggioranza di solito stravede per tutto quello che è Bonelli